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  • Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

    Gloria e lode a te, Cristo Signore!

tutti in preghiera papa francesco marzo 2020

Carissimi amici e parrocchiani, ripubblico la preghiera che già tre settimane fa abbiamo diffuso perché Gesù Crocifisso ci sia di conforto e di aiuto in questo tempo di paura e di preoccupazione. Vi esorto a pregare per tutti: per gli ammalati, per i dottori e gli infermieri, per gli scienziati che lavorano per noi, per chi gestisce l'ordine e la sicurezza, per i politici che devono agire per il bene della salute di tutti, per chi è solo e dovendo stare a casa si sente ancora più solo… insomma per tutti!!! Vi saluto con affetto e vi ricordo che tutti i giorni alle 17.30 io e don Leonard celebriamo la S. Messa per tutti voi, quando sentite la campana potete mettervi in comunione di preghiera con noi e fare la comunione spirituale.

preghiera crocifisso contro epidemia

VI AVVISO CHE TUTTI I VENERDI ALLE 16,45 TRASMETTEREMO IN STREAMING LA VIA CRUCIS SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK E LA S. MESSA DOMENICA ALLE 11

DOMENICA ALLE 10.OO LA S. MESSA IN STREAMING SULLA PAGINA FB DELLA DIOCESI DI FROSINONE (https://www.facebook.com/Diocesi.Frosinone.Veroli.Ferentino) CELEBRATA DAL NOSTRO VESCOVO. (INFO home page www.diocesifrosinone.it)

Vi ricordo che la preghiera non ci dispensa da osservare tutte le norme e le precauzioni che sono state comunicate dalle tv a dai giornali, siate prudenti e arrivederci a presto.

Con affetto

Il vostro parroco Sac. Calogero Proietto

Ecco il testo della Via Crucis per poterla seguire da casa: pdfvia-crucis-testo.pdf7.63 MB13/03/2020, 23:06

Chi siamo...in breve

Al servizio del dono di Cristo: chiamati a donare ciò che abbiamo ricevuto!

Il nostro sito si è rinnovato nella grafica e snellito nei contenuti, in particolare abbiamo spostato il nostro archivio fotografico sul nostro profilo di Google Plus. Le nostre rubriche di storia, riflessione ed in generale tutta la struttura è stata resa più moderna, semplice e fruibile. Buona navigazione 3.0!

MOMENTO STRAORDINARIO DI PREGHIERA IN TEMPO DI EPIDEMIA PRESIEDUTO DAL SANTO PADRE FRANCESCO

Sagrato della Basilica di San Pietro Venerdì, 27 marzo 2020 

MEDITAZIONE DEL SANTO PADRE

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda.

Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati. La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità. Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai. Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

© Copyright - Libreria Editrice Vaticana

Riflessione sul Vangelo del giorno 

lazzaro quinta quaresima
Cos’è la vita, cos’è la morte? Il Vangelo di questa Quinta Domenica di Quaresima ci mostra il Signore di fronte al più grande mistero della natura umana, dinanzi alla morte di un amico, di una persona amata per cui Gesù piange. Il Signore condivide con noi in questi giorni il dolore e la morte e certamente piange come ha fatto con Maria e Marta per l’amico Lazzaro anche sui morti e i sofferenti di questi giorni. Quante volte in queste settimane abbiamo provato smarrimento e paura, dimenticando a volte che il Signore è sempre presente accanto a noi e non ci abbandona mai. Anche la morte di Lazzaro, come dice il Signore ai discepoli, è per la gloria di Dio. Anche questo momento di “tempesta” diverrà nelle mani del Signore occasione di grazia, anche se ora non la vediamo; anzi, ci sembra tutto oscuro e duro. Ma Egli è Vita e Risurrezione: solo il Signore è la nostra speranza perché ci mostra la via dell’amore, l’unica via percorribile in questo tempo di prova, come in ogni tempo della nostra esistenza. Le prove sono sempre difficili, sono esami che sono tanto più ardui quanto più è alto il livello a cui siamo chiamati ad elevarci. Quello che stiamo vivendo è dunque un momento di qualificazione ad un più alto livello di fede e di grazia. Non siamo soli in questa prova, il Signore condivide con noi la sofferenza e piange con noi, ma ci domanda di avere fede, la medesima fede che chiede a Marta. Solo così il dolore si trasforma in vita e risurrezione. Il grido di Cristo squarcia la terra e muove il cielo, la voce della Vita apre il sepolcro di Lazzaro, il grido d’amore vince la morte e scioglie l’uomo dai legami del dolore e del peccato, fa rifiorire la carne e dona nuova forza alla debolezza mortale. Anche su di noi, come su Lazzaro, risuona la voce di Cristo che ci chiama alla vita e alla risurrezione; anche noi siamo chiamati a volgerci verso la Vita e abbandonare il peccato e la morte. Ritroviamo la semplicità della fede, rivolgiamo nuovamente a Lui il nostro cuore e abbandoniamoci con fiducia alla sua volontà salvifica. Fugga da noi la paura e l’angoscia, sorga la luce che si irradia dal volto del Signore, lasciamoci condurre dalla sua Parola di Speranza, nella sicurezza che Dio non ci abbandonerà mai e volgerà al bene anche i malanni presenti.

don Marco Frisina

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Gli appuntamenti per la settimana
  • Lunedì 23 marzo

    2020

    attività pastorale sospesa. Non ci sono S. Messe e altre celebrazioni pubbliche. N.B. In particolare la celebrazione della S. Messa non è vietata ma sospesa ai fedeli per motivi di sicurezza nazionale. 

  • Martedì 24 marzo

    2020

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  • Mercoledì 25 marzo

    2020

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  • Giovedì 26 marzo

    2020

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  • Venerdì 27 marzo

    2020

    Alle 16.45 Via Crucis in diretta streaming - attività pastorale sospesa. Non ci sono S. Messe e altre celebrazioni pubbliche. N.B. In particolare la celebrazione della S. Messa non è vietata ma sospesa ai fedeli per motivi di sicurezza nazionale. 

  • Sabato 28 marzo

    2020

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  • Domenica 29 marzo

    2020

    Quinta Domenica di Quaresima - alle 11 S.Messa in diretta streaming sulla pagina Facebook della Parrocchia; alle 10 la S.Messa celebrata dal nostro Vescovo, per info consulta il sito www.diocesifrosinone.it - attività pastorale sospesa. Non ci sono S. Messe e altre celebrazioni pubbliche. N.B. In particolare la celebrazione della S. Messa non è vietata ma sospesa ai fedeli per motivi di sicurezza nazionale.