Festa del SS. Crocifisso 2013 - il Punto

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Dopo il triduo di preparazione, si sono conclusi sabato 14 settembre con la solenne concelebrazione Eucaristica delle ore 19.00, i festeggiamenti annuali del SS. Crocifisso di Ferentino venerato nella Chiesa di S.Agata.

La liturgia, presieduta dal Vescovo Ambrogio, è stata occasione per radunare parte del popolo ferentinate ai piedi del pregevole simulacro ligneo scolpito nel 1669 da Fra Vincenzo Maria Pietrosanti da Bassiano. Il Crocifisso di Ferentino, infatti, è stato sempre centro di attrazione e richiamo devozionale per tutta la città e, nei secoli precedenti, anche per i paesi limitrofi. Il Crocifisso di Fra Vincenzo venerato a Ferentino, così come gli altri sei scolpiti dal frate bassanese, trasmette immediatamente la commozione che sosteneva l’anima del suo scultore e invita alla preghiera: non è certo un caso che nessuno di essi passi inosservato, come accade invece a tante altre opere esposte nelle nostre chiese… A Farnese, Caprarola (VT), Ferentino (FR), Bellegra (Roma), Nemi (Roma), S. Maria in Aracoeli (Roma), oltre che a Bassiano, il Cristo dolorante rappresentato da fra’ Vincenzo è divenuto immagine cara a tanta gente e simbolo capace di riassumere e aggregare intorno a sé intere comunità cittadine. Attraverso di essi l’umile frate continua a parlarci, invitandoci ancora a “ volgere lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto”.

Nell’omelia tenuta a braccio, Mons. Vescovo ha toccato diversi punti, partendo dal concetto dell’ Esaltazione della Croce: “Spesso - ha affermato il Vescovo Ambrogio - “non facciamo altro che esaltare noi stessi mettendoci al centro e dimenticandoci del nostro prossimo. Esaltazione di noi stessi, dunque, egoismo e indifferenza portano l’uomo lontano dal cuore di Dio, mentre questa festa liturgica ci viene a riproporre il mistero della Croce: la vera gioia la troviamo nel portare il dolce peso della Croce.

“Di null'altro mai ci glorieremo se non della Croce di Gesù Cristo, nostro Signore: egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati”. Così recita l’antifona di ingresso della liturgia, essa dà il senso di questa festa.”