Antilano Cruz Alvarado
Il Messico festeggia il bicentenario della sua indipendenza dalla Spagna e il centenario della sua Rivoluzione, quella che ha fatto regnare ininterrottamente il Partito Rivoluzionario Istituzionale fino a non molto tempo fa. Sì, proprio così: Rivoluzionario e Istituzionale. È una contraddizione in termini, certo, ma alle minoranze atee, proprio perché tali, interessa solo comandare; né devono rendere conto a nessuno, nemmeno alla logica. Mentre le stragrandi maggioranze, a cui il potere non interessa, affollano il santuario della Madonna di Guadalupe a Città del Messico (che supera perfino Lourdes in affluenza). Negli anni in cui visse (e morì ammazzato) il Beato di oggi, Antilano Cruz Alvarado, l’ateismo al comando arrivò a piazzare una carica di dinamite sotto al santuario, ma la Morenita rimase miracolosamente intatta. Era (ed è) già miracolosa di suo, quella immagine «acheropita» (cioè non fatta da mano umana), figurarsi se non resisteva a un’esplosione. Ciò, naturalmente, fece vieppiù imbestialire gli uomini del presidente Plutarco Elias Calles, che inasprirono gli ammazzamenti di gente che voleva soltanto continuare a essere cattolica. E fu la guerra «cristera» (1926-29) di cui abbiamo più volte parlato.
© www.rinocammilleri.com
© www.rinocammilleri.com
