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José Maria Robles Hurtado

  • Santi

Nato nel 1888, questo prete messicano era parroco di Tecolotlàn, nello stato di Jalisco, che era l'epicentro dell'insurrezione dei “cristeros” contro il governo persecutore del cattolicesimo. I “cristeros” erano così chiamati per disprezzo dai laicisti (così come oggi i laicisti italiani chiamano “cristianisti” gli intellettuali che difendono a mezzo stampa la visuale cristiana). Esaurito ogni mezzo pacifico, nel 1926 la parola passò alle armi e la guerra cattolica finì (male) nel 1929. Dieci anni esatti dopo (1936-1939: coincidenza?) la mattanza anticattolica si trasferiva in Spagna. Ma qui mezzo esercito regolare aveva alle spalle Italia e Germania (i repubblicani, il resto del mondo). Là, tutto l'esercito regolare aveva alle spalle gli Stati Uniti e i “cristeros” nessuno, nemmeno la Croce Rossa. Nel 1927 don José Maria Robles Hurtado venne arrestato e imprigionato. Infine, fu appeso ad un albero e lasciato lì a morire. In fondo, gli andò meglio che ad altri. Don Gumersindo Sedano, parroco a Colima, fu anch'egli appeso a un albero ma morì sventrato. Don Sabba Reyes fu legato sospeso alla porta della sua chiesa e continuamente torturato per tre giorni e tre notti. Poi, coi piedi cosparsi di benzina, arso vivo.
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