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Sant'Elia di Öhren

  • Santi

Sì, è necessario specificare con l’indicazione della provenienza, perché, a parte il profeta biblico, di santi a nome Elia ce ne sono addirittura ventisette.
E c’è di più. Quello di oggi non è quello ma quella.
Proprio così. Una donna di nome Elia (che c’è di strano, non finisce con la "a"?).
La quale, però, in alcuni documenti figura anche come Eliada, magari per evitare confusioni.
Pare sia stata la quinta badessa del monastero tedesco di Öhren, presso Treviri (la città di S. Ambrogio e di Marx). Elia era una benedettina che visse nel secolo VIII.
Si conosce di lei solo la data della morte, anno 750, e nulla di più.
E dire che la si ritrova commemorata in parecchi documenti dell’epoca; per esempio, nel breviario dell’arcivescovo Balduino, nei cosiddetti calendari di S. Irmino e S. Massimino, tutti del secolo XIV.
Qualche fonte la menziona al 16 luglio, ma i martirologi benedettini ne pongono la festa al 20 giugno, datazione che qui seguiamo.
Il fatto è che il monastero di Öhren è francescano.
Ma si spiega facilmente: S. Francesco venne molto dopo S. Benedetto.
In tale monastero si conserva ancora una reliquia di S. Elia: un braccio.
È vero, questa faccenda delle reliquie è un po’ necrofila, come negarlo? Ma bisognerebbe girare la questione ai seguaci di Padre Pio, i quali, com’è noto, sono legione.
La "settimana di Padre Pio", vissuta in un tripudio di dirette televisive e rotocalchiche, non ha mancato di far trepidare qualche anima bella di cronista per la spiritualità del popolo cattolico, affamato di pezzetti di saio e gadget.
Scalda il cuore, tanta preoccupazione d’agnostici.

Si ringrazia lo scrittore cattolico Rino Cammilleri
per aver acconsentito alla diffusione di queste brevi vite di santi,
tratte dal suo volume Un santo al giorno edito da PIEMME