Martiri di Tavio
Al tempo dell’imperatore Antonino il generale Melezio e 254 dei suoi uomini, tra ufficiali e semplici legionari, vennero martirizzati perché cristiani in Asia, precisamente a Tavio, nella Galazia. Con loro subirono il martirio anche le rispettive famiglie. Il prefetto d’Egitto, Massimo, era stato mandato a Tavio proprio per «bonificare» la legione ivi stanziata. Conosciamo qualche nome di martire, oltre Melezio: Giovanni, Stefano, Serapione, Callinico. Quest’ultimo era il mago che, su ordine del prefetto, aveva cercato di avvelenare il generale cristiano. Poiché questi era rimasto indenne, Callinico si era convertito ed era stato decapitato. Il fabbro Carterio e i suoi operai avevano preparato i ferri da tortura ma i cristiani erano rimasti per miracolo indenni. Conversione dei fabbri e loro decapitazione. Fausta, Marcellina, Festa, Dessia, Susanna, Marciana, Palladia vennero uccise a bastonate. Tutte le torture escogitate per i cristiani fallirono, provocando la conversione di guardie, carcerieri, carnefici. La leggenda si è impadronita di questa vicenda e l’ha arricchita di angeli, diavoli, cani indemoniati, idoli e templi pagani infranti, pagani che cadono morti, fulmini che scendono sui cattivi, voci dal cielo.
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