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Felice da Cantalice

  • Santi
Nacque nel 1515 a Cantalice, dalle parti di Rieti, figlio di agricoltori. Felice trovò lavoro come pastore e contadino. Un giorno i buoi con cui arava si imbizzarrirono e lo travolsero, prima con le zampe e poi con l’aratro. Scampato per miracolo alla morte, risolse di entrare nei cappuccini della vicina Cittaducale. Da qui lo mandarono a Roma e, poiché era illetterato, lo adibirono alla questua. Andava sempre scalzo, anche d’inverno, e in certi posti, come i trivi e le osterie, rimediava spesso insulti. Divenne presto noto come «frate Deo gratias» per la frase con cui rispondeva a tutti, sia a chi donava, sia a chi lo prendeva a male parole. Ma nella Roma che si avviava alla Controriforma si sparse anche la fama della sua santità. Grandi santi che in quel momento storico frequentavano la città lo ebbero come personale amico, soprattutto s. Filippo Neri. Addirittura s. Carlo Borromeo volle consultarsi con lui a proposito della Regola che stava scrivendo per la confraternita di Oblati da lui fondata. Frate Felice si schermiva per la sua ignoranza, ma poi dava consigli che si rivelavano geniali e azzeccati. E vedeva anche la Madonna. Grande asceta, non mangiava mai pane e si mortificava corporalmente. Morì nel 1587.
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