Rosa Venerini
Era figlia di un medico di Viterbo. Qui nacque nel 1656. Bella e buon partito, si fidanzò col giovine di cui era innamorata. Ma questo morì prima delle nozze. Rosa, allora, non volle più saperne di matrimoni e prese il velo tra le domenicane del monastero viterbese di Santa Caterina. Non poté tuttavia completare il noviziato perché morì suo padre e lei dovette occuparsi della madre rimasta sola. Rosa, provvista di adeguato titolo di studio, nel 1685 decise di dedicarsi all’insegnamento e nel 1685 aprì in città una scuola femminile. La cosa funzionò talmente bene che nel 1692 il cardinale Barbarigo ricorse a lei per organizzare la preparazione delle maestre e gli aspetti amministrativi delle scuole nella diocesi di Montefiascone. Fu in quell’occasione che la Nostra divenne amica di s. Lucia Filippini, anche lei implicata nell’educazione. La Venerini estese la sua attività in tutta la penisola, finendo con l’aprire una scuola anche a Roma. Il sodalizio di collaboratrici che aveva creato divenne una congregazione religiosa vera e propria solo dopo la suamorte nel 1728 (le Maestre Pie Venerini). La diffusa mentalità giansenista e le gelosie le crearono qualche problema (leggi: attentati incendiari e perfino aggressioni).
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