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Tommaso d’Aquino

  • Santi

Grande, grosso,mite emeditabondo: questo il suo ritratto fisico. Singolare la sua nascita, della quale dice il suo biografo padre Tito Centi (intervistato da «Zenit»): «Suo padre, Landolfo dei conti d’Aquino, era feudatario di Roccasecca. La madre, Teodora, una nobildonna napoletana. Ultimo di undici tra fratelli e sorelle, Tommaso nacque da parto gemellare. Mentre dormiva nella culla con la sorellina gemella, sul castello si abbatté un furioso temporale e un fulmine colpì la culla fulminando la sorellinamentre lui rimase illeso». Studiò a Napoli, dove conobbe gli appena fondati Domenicani. Ma la famiglia, che lo voleva potente abate benedettino, di quel nuovo «ordinemendicante» non intendeva sentir parlare. Lo tennero segregato per due anni, incaricandoanche una giovane serva di fargli cambiare idea. Ma lui fuggì. Studiò a Colonia,aOxford e a Parigi, dove divennemaestro. Presto fu così famoso che la sua famiglia si rassegnò. Insegnò a Bologna, a Roma e a Napoli. Scrisse la famosa «Summa Theologiae» perché i suoi studenti avessero unmanuale completo. Morì nel 1274 nel monastero cistercense di Fossanova mentre era in viaggio verso Lione, convocato dal papa Gregorio X per il Concilio. Aveva soltanto quarantotto anni.
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