La Chiesa di S.Agata prima della guerra, di MOROSINI Padre BONAVENTURA da Ferentino M.O.

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MOROSINI Padre BONAVENTURA da Ferentino M.O. – “Notizie sul Convento e la Chiesa di S.Agata V.M. in Ferentino” – Manoscritto composto da 28 pagine (1897);

trascrizione  a cura di Luca Caliciotti e  Matteo Savelloni

1 maggio 1875 (pag. 13)

Chiesa di S.Agata V. e M.

Piccola, ma antichissima era questa Chiesuola dedicata alla gloriosa Vergine e Martire S.Agata e talmente antica che risaliva ai primi secoli dell’era cristiana, perché, innalzata qualche secolo dopo che questa Santa ebbe sofferto il Martirio in Catania di Sicilia, nella persecuzione di Decio imperatore che regnava nella seconda metà del secondo secolo dopo la venuta di Gesù Cristo, essendo pretore gentile della Sicilia Quinziano, il quale erasi invaghito di Agata per la sua beltà e nobiltà.

Nel sotterraneo di essa chiesuola, vi fu riposto il sacro corpo del glorioso Martire Centurione S.Ambrogio (ora protettore della città di Ferentino) dopo che fu martirizzato, avendo sofferto vari generi di Martirii in Ferentino, per ordine del Prefetto Gentile Daciano, nella crudele persecuzione contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano, il quale regnò dal 284 al 305 dell’era cristiana. Questo sacro corpo fu poi da qusto luogo riposto e trasportato nella Chiesa Cattedrale, ove ora si venera, meno il suo capo che trovasi in Anagni.

Nel medesimo sotterraneo vi furono pur trasportate nel 1327 le Sacre Ossa del Papa S. Pietro Celestino (eletto Papa nel 1294) dalla Chiesa di S.Antonio Abate (fuori dalla città ove egli dimorò Monaco eremita con 12 santissimi monaci da lui istituiti). Distante dalla Rocca di Fumone tre chilometri, per timore che non venissero derubate, nel tempo della guerra che ferveva tra la città di Ferentino e quella di Anagni: essendo morto questo pontefice rinunciatario (nel medesimo anno 1294) nella Rocca di Fumone distante da Ferentino 4 chilometri, e santificato, undici anni dopo la sua preziosa morte, da Clemente Quinto nell’anno 1305.

Di questo santo, ora in Ferentino non vi è rimasto se non se il Cuore conservato in un reliquiario di argento custodito dalle Monache Clarisse, il quale si porta in Processione per la città, ed entra ancora in nella Chiesa di S.Agata il giorno 19 maggio: giacchè tutto il corpo venne trasferito nella città dell’Aquila, presso Collemaggio, nella chiesa dei P.P. Celestini.

In detto sotterraneo essendo stato direi santificato per la lunga dimora dei due lodati Santi Corpi, in seguito fu ridotto a Cappella dedicandola alla Madonna Ss.ma dei Sette Dolori, come si legge sopra l’arco di essa Cappella con queste parole: “ Venite, adoremus Dominum in loco isto, ubi steterunt corpora SS. Ambrosii martyris, et petri Coelestini papae protector – civitatis ferentinis anno domini 1658”.

Prima che l’antica chiesuola di S.Agata fosse donata ai nostri Religiosi, era dessa Parrocchia amministrata da un tal Abbate D. Giovanni Cerasi con altri due chierici e Cappellani.

Il Ministro Prov. di quell’anno 1613 M.R.P. Antonio Mazer conoscendo di quanto grave incomodo riusciva ai religiosi fare a piedi (secondo la nostra S. Regola) il lungo viaggio di oltre a quaranta chilometri che vi corrono dal nostro Convento di Valmentone, a quello di Veroli, fece perciò delle premure ed istanze sì al Vescovo, come alle altre autorità laiche di Ferentino, onde ottenere un Convento con Chiesa presso di questa città.

Fece ancora delle premure ed istanze a quel R.mo Abate e i suoi chierici; e dietro gli accordi presi, ma principalmente che fosse unita alla parrocchia di S. Valentino, quella di S.Agata. Dopo 4 anni essendo Ministro Prov. il M.R.P. Crisanto da Loreto dei Frati Minori dellas Regolare Osservanza della Provincia Romana, dietro breve del Vescovo di Ferentino, Ennio Filonardi spedito il 9 febbraio del 1617 i nostri religiosi incominciarono ad ufficiare santa chiesuola, ed occupare le 12 celle esistenti, e quant’altro ad essa s’apparteneva.

Dopo che fu ricevuta ed incominciata ad ufficiarsi dei nostri Frati, questi vi posero tanto sto in venerazione la Sacra e Devota Immagine, o statua in legno del Santissimo Crocifisso, scolpita da devoto nostro frate P. Vincenzo di Bassiano; la quale subito incominciò ad aversi in grande venerazione, non solo dal popolo di Ferentino, ma altresì dai contorni e lontani paesi, per le molteplici grazie che a larga mano dispensava ai suoi devoti, che con viva fede vi ricorrevano: e quindi il gran concorso dei fedeli a venerarla, di modo che l’antica chiesuola era divenuta ormai troppo angusta, per dar luogo a tutti i popoli che vi accorrevano.

Ed ecco perciò sorge il bisogno di doverla ingrandire. Si accingono all’impresa i religiosi (con a capo il P. Bonaventura da Ferentino Min. Oss. Uomo assai capace ed intraprendente), e con larghe limosine raccolte dalle persone devote del Santissimo Crocifisso ed di S. Agata V. e M. nell’anno 1755 si gitta la prima pietra secondo il rito della Chiesa Cattolica, e nell’anno 1770, cioè 15 anni dopo la gittata la prima pietra, (essendo rimasta sospesa la fabbrica alcuni anni, per le forti opposizioni e gravi disturbi, e danni fatti ad opera del Clero) venne finalmente consacrata solennemente dal Vescovo della città Mons. Pietro Paolo Tosi, come si rileva dalla seguente iscrizione incisa nella lapide posta nel coro su di una porta che trovasi nella parete sinistra che è come appresso:

D.O.M. templum

hoc Divae Agathae Martiris nomine excitatum – anno domini MDCCLV Lapide in Fundamenta ex ritu iniecto: DCCLXX supra mille simum

Petrus Paulus Tosius ferentinatium antistes solemni prece dicavit  Anniversaria addicta die XI kal. Februarias”

Si principia la fabbrica col disegno di renderla più larga e, prolungare le pareti laterali in modo accrescere altri 4 altari, entro cappelle sfondate.

Nella prima di esse cappelle a lato destro presentemente vi si trova trasportato dall’antico Altare Maggiore il sopra lodato Veneratissimo Ss.mop Crocifisso entro una nicchia ben custodita da invetriata e cortina.

Appresso a questa vi si vede un’altra cappella, che dicesi del Terz’Ordine, perché nel quadro principale vi si vede dipinto S. Ludovico o Luigi IX Re di Francia protettore  dei fratelli, ed alla sua destra S. Elisabetta Principessa d’Ungheria Protettrice delle sorelle, ed alla sinistra S.Margherita da Cortona del Terz’Ordine.

In questa stessa cappella si predicano le sacre funzioni del Terz’Ordine.

Nel lato sinistro di contro alla suddetta del Santissimo Crocifisso, anticamente vi era il quadro di S. Pasquale Baylon del nostro Ordinew; ma dopo che fu definito il glorioso Dogma dell’Immacolato Concepimento di Maria Santissima, dall’immortale Pontefice Pio IX di s.m. fu rimosso il D.o quadro di S. Pasquale, ed dopo avervi formata una spaziosa nicchia, chiusa davanti da una bella invetriata vi è stata collocata una bellissima statua rappresentante la Ss.ma Vergine Immacolata, lavoro di un nostro religioso Sacerdote della Provincia della Marca d’Ancona, e del P. Luigi da Marino sacerdote della nostra provincia.

In questa circostanza la detta cappella venne dipinta da un dipintore mandato da Roma ed a tutte spese del Sig. Canonico D. Angelo Piacentini, come si legge nell’epitaffio scritto nella S. Cappella, dietro le premure fattegli dal M.R.P. Bernardino Collalti di Ferentino, celebre predicatore, il quale fece lavorare S. Statua in carta pesta e gesso di grandezza, al naturale, nel 1854 e nello stesso anno milleottocentocinquantaquattro portata in Ferentino ed esposta alla pubblica venerazione.

Prima che questa Sacra Immagine o statua in carta pesta fosse esposta alla pubblica Venerazione nella nostra Chiesa di S.Agata, volle quel zelante vescovo d’allora M. Bernardo Tirabassi che si preparasse il popolo con un corso di S. Spirituali esercizi, che vennero dati dal lodato M.R.P. Bernardino Collalti da Ferentino celebre predicatore, lettor Giubilato in sacra Teologia, e lettore di Sacra Eloquenza in Aracoeli, che poi fu segreatario del’Ordine, definitore generale, e ultimamente Ministro Provinciale: unito a questo, l’altro predicatore in questo corso di esercizi fu il R.P. Vincenzo dall’Arnara, in allora Guardiano del Sacro Ritiro di Civitella, ove poi morì (5 aprile 1877) lasciando buon odore delle sue virtù.

Terminati i Santi esercizi la detta Sacra Immagine, che durante il tempo dei S. Esercizi si tenne esposta nella Chiesa Cattedrale, ove tutto il popolo concorreva ad ascoltare le prediche, fu essa portata processionalmente nella chiesa di S.Agata e poi riposta nella nicchia già preparata, ove si venera con grande devozione, ed ogni anno si porta processionalmente per tutta la città.

Nel 1865 per opera di quel R. P. Guardiano in questa Cappella fu iniziata la Confraternita della Pia unione dell’Immacolata.

Appresso alla Cappella dell’Immacolata, viene l’altra dedicata al nostro taumaturgo S.Antonio da Padova: e questa è la quarta.

Tutte le quattro cappelle vengono chiuse da piccoli cancelli di ferro fatti fare dall’ottimo P.Luigi Borrea da S. Remo, allorchè era guardiano (1865).

Tutti gli altari sono impellicciati di marmi colorati, e lavorati da buoni artisti: ma spicca sopra tutti l’altare maggiore che s’innalza sopra tre larghi gradini di marmo bianco: esso tutto di marmi colorati come pure le sue porte laterali che mettono al coro.

Il presbiterio è riparato da magnifica balaustra di marmo bianco, che rimane rilevata sopra di tre larghi gradini di bella pietra bianca.

Entro questo presbiterio  alato dell’Epistola, nel sauolo si legge questa iscrizione “ CORPORA – SS. PETRI COELESTINI PP – ET – AMBROSY MARTIRIS – DIU – (HEIC) REQUIVERUNT”.

Memoria è questa che indica la esistenza della Cappella sotterranea accennata sopra.

CORO (pag.17)

Questo coro è un bel vano largo, spazzioso, alto, e formato a tutta volta reale come tutta la chiesa. In questo sito sorgeva anticamente la chiesuola di S.Agata.

Alla parete principale trovasi fissato il dipinto in tela rappresentante tre sacre figure grandi più del normale, vicino  Maria Ss.ma con il Figlio in braccio che schiaccia il capo dell’antico serpente; più in basso S.Agata V. e M. in piedi, avente in mano un bacile con le due mammelle amputate; e di contro ad essa il N.P. S. Francesco inginocchiato a piè della Madonna Ss.ma.

Nel giro di tutto il coro vi sono dei postergali e stalli comodissimi con avanti l’inginocchiatoio, tutto in legno di noce, ben lavorato ma senza intagli ( lavoro di Fratozzi di Ferentino, sotto la guida di un francescano).

L’arco grande che divide la volta dal coro dalla volta della chiesa, negli anni scorsi aveva sofferto alquanto e quindi vedevasi una lesione nel mezzo: venne questa lesione riparata; ma sia perché non fosse fatta bene questa riparazione, ossia perché la fabbrica abbia fatto qualche assestamento, fatto sta che nuovamente apparve la lesione nel mezzo dell’arco; e quindi ad assicurar meglio la fabbrica, si è creduto indispensabile dietro le osservazioni fatte dall’architetto e ingegnere e professore Morosini Luigi di Giuseppe assicurar la fabbrica per mezzo di una catena lavorata in Roma, e posta in opera artisticamente sotto la direzione del D. architetto mio nipote nel mese di febbraio dell’anno 1897 colla spesa di lire italiane 270.

Tutta la fabbrica della Chiesa è di stile romano, semplice e di bell’apparenza, fu ripulita a mezze tinte nell’anno 1835.

Sull’ingresso della chiesa vi si trova una magnifica e grandiosa bussola, che apresi nel mezzo e tanto grande che è capace di entrarvi la grande e bella macchina di S.Ambrogio, allorchè processionalmente portasi nella città, entrando in questa chiesa di S.Agata e suffermandosi per poco tempo.

Nei lati di questa bussola vi sono altre porticelle.

Tutto il lavoro è bellissimo fatto da bravi artisti Fratozzi di Ferentino. Sopra di questa grande bussola riposa una magnifica orchestra lavorata tutta in intaglio di bel disegno.