Cronaca del Presepe Vivente del 26 dicembre 2011
Il primo quadro allestito era la sartoria, dove le bambine presenti hanno ricevuto in dono vestitini per le bambole preparati al momento. Accanto c’era il recinto della pecora Alice, “in dolce attesa”, custodita dallo sguardo vigile dei pastorelli più piccoli, elettrizzati anche dalla presenza nella capanna di una giovane asina, anch’essa gravida. Si passava, quindi, in cucina, dove si preparavano pizzette. Infine, si giungeva all’osteria. Tutto confluiva nella capanna, dove, tra Maria e Giuseppe, il piccolo Gesù, con le braccine aperte, accoglieva tutti e ciascuno per stringerci sul Suo cuore. Dentro la capanna, un gruppo di angeli annunciava il lieto evento, mentre, di fronte, il coro intonava i canti tipici natalizi, coinvolgendo i presenti. Un grande fuoco centrale, inoltre, contribuiva a rallegrare l’ambiente. La semplicità e la gioia dei piccoli, ha contagiato anche i figuranti adulti, i parenti e i visitatori: abbiamo scoperto che “stare in un presepe”, è cosa ben diversa dal “contemplare un presepe”. L’atmosfera magica che si è naturalmente creata, complice anche la musica di sottofondo, ci ha riportato indietro nel tempo … per la prima volta, si è “vissuto insieme” l’annuncio della nascita del nostro Salvatore. Lontani dalle preoccupazioni quotidiane, ci siamo immersi nella gioia della “notizia”: eravamo tutti lì solo per festeggiare questo!! “Vedere” la povertà, non più descritta a parole, ma rappresentata dalla concretezza del vero, ha stupito i nostri ragazzi che, nonostante gli strati di lana ed il fuoco acceso, continuavano ad avvertire brividi di freddo!! … “a Te che sei del mondo il Creatore, mancano panni e fuoco, o mio Signore”… quanto erano più vicine e presenti le tante povertà odierne, magari passate dai vari telegiornali all’ora di pranzo, quando storie di ordinaria disperazione si fondono con le volute di fumo dei nostri cibi bollenti … Grazie Gesù, anche per tutti questi piccoli-grandi miracoli che hai compiuto per la nostra comunità parrocchiale! Certamente, come ha continuato a ripeterci il parroco don Giuseppe Pavan, molte cose andranno migliorate per le prossime edizioni, ma la soddisfazione di aver realizzato, nonostante le difficoltà incontrate, un progetto per la prima volta promosso dai genitori dei ragazzi del catechismo, e che ha visto coinvolti tutti i gruppi operanti in parrocchia, ci deve spronare a continuare su questa strada: è con iniziative simili, dove tutti si sentono ugualmente protagonisti ed importanti, non certo con i grandi proclami, che si costruisce e si cementa la comunità. Del resto, il successo di pubblico non può che incoraggiarci e confermare la bontà dell’iniziativa.
