
Dolcificanti a basso costo (riflessioni davanti il presepe)
“Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!"”. Se il nostro parlare da cristiani corrispondesse pienamente a questa indicazione che ci viene dal Vangelo di oggi, certamente le nostre parole risulterebbero meno banali, meno contorte e più infuocate. Perché Giovanni parla solo dopo aver fissato lo sguardo su Gesù. La credibilità del nostro cristianesimo non è data innanzitutto da ciò che diciamo, ma su chi abbiamo fissato il nostro sguardo. Come cristiani abbiamo smesso di essere incisivi come Giovanni Battista per diventare semplici distributori di miele a basso costo. Siamo passati da essere “luce e sale”, ad essere quei dolcificanti sintetici che non avendo niente di reale, zuccherano le cose solo per suggestione psicologica. Se tornassimo a fissare lo sguardo su Cristo (anche solo nell’Eucarestia in adorazione), forse otterremo lo stesso dirompente effetto: “E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù”. Io non lo so se la gente sentendo parlare noi gli viene voglia di seguire Cristo o invece gli viene voglia di scappare. Perché la vera umiltà è sapere che noi siamo utili non quando ci mettiamo a rispondere alle grandi domande che le persone si portano dentro (“Che cosa cercate?”), ma quando non abbiamo paura di indirizzarle a Cristo, perché Lui è l’unica vera Risposta. #dalvangelodioggi
di don Luigi Maria Epicoco
