
Tempo del silenzio, della contemplazione e stupore del Mistero fatto carne
Dopo la gioia, la gloria e la solennità per la Nascita del Salvatore la Chiesa oggi ci invita alla contemplazione del Mistero, Dio che viene accanto a noi, si fa uomo condividendo la nostra condizione, la nostra fragilità. Condivisione, accoglienza, Gesù con la sua venuta ha stravolto la mentalità umana. La grotta, il freddo, la miseria, il rifiuto e l'annuncio ai pastori...troviamo allora un momento, in questi giorni di riposo, per contemplare il presepe che, al di là del romantisismo natalizio, ci anticipa subito lo stravolgimento di Gesù, Dio fatto uomo, carne umana soggetta a dolore, debolezza, fragilità.
"L'hanno capito, in quella notte, i pastori, che erano tra gli emarginati di allora. Ma nessuno è emarginato agli occhi di Dio e proprio loro furono gli invitati di Natale. Chi era sicuro di sé, autosufficiente, stava a casa tra le sue cose; i pastori invece «andarono, senza indugio» (cfr Lc 2,16). Anche noi lasciamoci interpellare e convocare stanotte da Gesù, andiamo a Lui con fiducia, a partire da quello in cui ci sentiamo emarginati, a partire dai nostri limiti, a partire dai nostri peccati. Lasciamoci toccare dalla tenerezza che salva. Avviciniamoci a Dio che si fa vicino, fermiamoci a guardare il presepe, immaginiamo la nascita di Gesù: la luce e la pace, la somma povertà e il rifiuto. Entriamo nel vero Natale con i pastori, portiamo a Gesù quello che siamo, le nostre emarginazioni, le nostre ferite non guarite, i nostri peccati. Così, in Gesù, assaporeremo lo spirito vero del Natale: la bellezza di essere amati da Dio. Con Maria e Giuseppe stiamo davanti alla mangiatoia, a Gesù che nasce come pane per la mia vita. Contemplando il suo amore umile e infinito, diciamogli semplicemente grazie: grazie, perché hai fatto tutto questo per me." (dall'omelia di Papa Francesco nella Notte di Natale 2016)
