Sabato santo 2016: attesa di fronte alla "fine"
Ogni tanto, in qualche occasione che mi è capitato di andare a vedere qualche film al cinema, ho visto per intero una storia, fino ad arrivare ai titoli di coda. Ma solitamente appena comincia la musica finale e cominciano a scorrere i titoli, subito scatto in piedi per uscire dalla sala e non incappare nella folla che si riversa all’esterno. In alcuni casi però, qualche amico più esperto mi ha tirato per la giacca e mi ha detto: “non muoverti perché non è ancora finito! Aspetta!”. Effettivamente dopo una prima carrellata di titoli di coda, riprende una scena che tu pensavi fosse quella finale, e d’un tratto il film prende una piega e un finale imprevisto. Per uno che come me soffre di impazienza e scappa alle prime avvisaglie di titoli di coda, certi film rimangono incompleti e fraintesi. Per chi ha la pazienza di aspettare, invece, tutto assume un significato e un senso diverso. È questo il senso dell’attesa del sabato santo. Dopo il finale di ieri con la morte di Cristo, oggi dovremmo solo sorbirci i titoli di coda della vicenda Gesù. Invece inaspettatamente, nella veglia pasquale, quello che sembrava un finale, si trasforma in un proseguo della storia. La croce non è la fine di tutto, ma solo una pausa a tempo determinato. Un apparente finale, dove tante volte ci viene voglia di alzarci e andarcene. Essere cristiani significa saper attendere anche davanti a ciò che sembra la “fine”. #sabatosanto #donluigiepicoco
