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Riflessioni

Venerdì santo 2016: nati sotto la Croce

  • Riflessioni
Se non fosse il venerdì Santo, oggi sarebbe la festa dell’Annunciazione. Eppure la liturgia oggi ci offre un annuncio diverso, un annuncio estremo, un nuovo inizio per Maria che si compie nuovamente attraverso le doglie di un parto nuovo, alternativo, ai piedi della croce. Più di trent’anni prima, l’angelo Gabriele aveva posto nel Suo grembo immacolato la Parola eterna del Verbo. E così “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Ora quella Parola fatta carne è confitta sulla croce, e con gli ultimi rantoli di fiato annuncia di nuovo alla stessa donna, a Maria, al suo grembo. “Stavano presso la croce di Gesù sua madre (…). Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”. Di nuovo madre, di nuovo feconda nella Sua intatta verginità. Ma questa volta Colei che è la Madre di Dio, diviene Madre di tutti noi. Tutti siamo nati sotto la croce, nel grembo di questa donna, immagine meravigliosa e perfetta di cos’è la Chiesa e di come dovrebbe sempre essere. Oggi sembra la fine di tutto, invece è un nuovo parto, un doloroso parto che sta mettendo al mondo ogni discepolo nato da quel dono immenso del sacrificio del Cristo. Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento (fatto rinascere) il mondo. ‪#‎venerdìsanto‬ #donluigiepicoco