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Riflessioni

Giovedì santo 2016: imparare a servire e non a servirci

  • Riflessioni
“Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”. È con questo versetto che veniamo introdotti nel Triduo Santo, e oggi in particolar modo nella Messa in Coena Domini. Forse abbiamo ancora impresso dentro di noi il profumo del crisma che con bellezza, solennità e semplicità è stato consacrato dai nostri vescovi nella mattina di questo giorno santo. Lo stesso profumo forse che sentirono tutti i commensali sei giorni prima della pasqua, quando Maria lo versò sui piedi di Gesù. Profumati così, arriviamo nel cenacolo, sapendo che Gesù non ci ha amati e basta, ma ci ha amati fino alla fine. Questa volta però i protagonisti non sono i suoi piedi, ma quelli degli apostoli, e in un certo senso anche i nostri. Per spiegarci l’Eucarestia Egli si piega sui nostri piedi, e con gesto di infinita umiltà, si mette a lavarli, ad asciugarli, a baciarli. «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». Non dobbiamo inventarci niente come cristiani, ma dobbiamo solo seguire questo esempio. Imparare a servire, non a servirci. ‪#‎dalvangelodioggi‬ ‪#‎giovedisanto‬ #donluigiepicoco