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Riflessioni

Meditazione nel tempo di Natale: Fare e ripetere sempre le stesse cose

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Mi dici sempre "perché facciamo sempre le stesse cose, gli stessi riti, gli stessi gesti, le stesse parole? Non hai paura che la gente si annoi o che i giovani prima o poi se ne vadano?". No, non ho paura, perché abbiamo bisogno di aggrapparci a cose stabili, apparentemente ferme, uguali, identiche. Come si possono cambiare nella propria memoria le parole di chi ti ha amato? Delle volte conserviamo per anni degli sms e li rileggiamo costantemente, tentando di non dimenticare ciò che ogni singola lettera è stata per noi, mentre la liturgia dovrebbe annoiarci perché ricorda sempre le stesse cose, gli stessi gesti, i medesimi profumi, le uguali e immutate parole? A cambiare ogni giorno, ogni dieci minuti, bastiamo noi, lasciamo invece stabile almeno il gesto, la parola, il rito. Ma ti prego non fare come lo stolto che invece di guardare la luna fissa il dito che la indica. Guarda ciò che indica questo dito benedetto della liturgia. Non diventarmi anche tu esperto di dita e ignorante di Mistero. ‪#‎appunti‬

di don Luigi Maria Epicoco