Presentazione "Culto e Carità a cura di don Casali

  • Culto e Carità

Come nasce e si realizza
il programma di ricerca storica sulla fondazione della Casa
Divina Provvidenza di Ferentino.


copertina.jpgNella primavera del 1996, facevo visita di cortesia per gli auguri pasquali a Don Paolo Cappelloni, degente sia per l'operazione allo stomaco subita, anni prima, e di cui soffriva ancora per i postumi, come un po' anche per gli anni.
Fu un incontro cordiale, durante il quale, come del resto era il suo solito, si parlò di un po'di tutto, sempre con verve e grande interesse degli argomenti. Fino a quando il discorso non prese la via dei ricordi dei suoi anni passati a mio paese da piccolo, ospite della Casa Divina Provvidenza di Ferentino dell' Opera Don Guanella. Parlare di Ferentino e accennare al grosso lavoro di ricerca portato avanti per l'intera sua vita su quella fondazione fu una cosa sola.
Solo si dispiaceva che quell'immenso lavoro giacesse muto ed inerte, senza che egli l'avesse potuto ordinare e stampare.
Mi diceva: "Si tratta di dar vita a quasi novant'anni di storia di una delle fondazioni più cariche di interesse dell'intera Opera Don Guanella, che ha vissuto vicissitudini aggrovigliate e mai sopite o risolte.
"Vedi un po' tu, mi ripeteva, se puoi fare qualcosa. Io ti affido le mie grosse quattro cartelle di documenti della ricerca, fanne nascere una monografia, approfittando dell'occasione per catalogare e riordinare il tutto".
Mi caricai la quattro cartelle e lentamente cercai di venirne a capo sfogliando gli articoli di stampa fotocopiati, le lettere raccolte, i libri ricercati, gli eventi, i fatti, gli avvenimenti, le persone, le istituzioni.
Si trattava di riordinare qualcosa come tremila pagine di documenti di ogni genere dal minuto manoscritto al dattiloscritto , al fotocopiato.
Dopo circa due mesi di lavoro ho desistito dalla ricerca manoscritta di catalogazione, che stava diventando faraonica e troppo dispersiva, ed ho interpellato un esperto della As. Informatica, il Sig. Antonio Segni, perché mi realizzasse un programma adeguato alle mie esigenze.
Ci sono voluti tre lunghi mesi di prove e di controprove per trovare il programma, che sentivo necessario per quel lavoro e che nella mia mente era tanto chiaro ma non altrettanto per il programmista. Nasce, alla fine, il programma polivalente "Ricerca Storica sulle Fondazioni dell'Opera Don Guanella"
In termini, molto poveri.., e succinti, il lavoro è stato organizzato così. Su elementi predisposti di un programma di Database, sono state create sei finestre di lavoro con i seguenti riferimenti: articoli, lettere, libri, altri documenti, eventi, persone. Dentro ognuna di queste finestre - che lavorano su Word - sono stati immessi, presi da scanner ed elaborati con i programma Omni Page e Text Bridge, tutti i testi in mio possesso.
Questo lavoro ha realizzato la catalogazione di tutto il materiale della ricerca. Perché, poi, il tutto non avesse una vita a se stante ma potesse contare su riscontri e collegamenti, l'archivio realizzato consente di catalogare e ricercare non solo le informazioni relative a singoli fatti o persone menzionati in un certo documento ma le relazioni esistenti tra di esse.
Ad esempio, quali fatti o persone sono menzionati in un dato documento o in qualche modo hanno a che fare con esso, oppure quali documenti di qualsiasi tipo esistono che hanno a che fare con una certa persona o con un certo evento; ancora quali persone sono legate - perché coinvolte, vi hanno preso parte, vi sono state cointeressate in qual¬siasi modo - ad un certo evento.
Infine, si è trattato di completare la ricerca con tutti gli altri dati necessari alla sua compilazione. Queste ci sono venute da amici, desiderosi come noi, che l'opera fosse davvero una pietra miliare della storia della Fondazione e di tutti i suoi risvolti nel vissuto di quella cittadina della Ciociaria, tanto decantata anche da don Guanella che scrivendo, durante una sua fugace permanenza, a Sr. Bosatta la definiva "città dal clima mite e dolce ". Era il 10 febbraio del 1908. Nevicava!
Da ultimo, non si è potuto pubblicare tutto il materiale acquisito, pur rivestendo un valore assoluto sia dal lato storico come dal lato della vita della Casa Divina Provvidenza.
Anche qui una grossa limatura e dei grossi tagli, sempre perplessi se fosse o no il caso, ma con la persuasione che il fatto, l'avvenimento, il documento abbia avuto attenzione in altri punti della monografia.
Ai cari amici, che avranno la pazienza e l'interesse di sfogliare queste pagine, nate dal cuore di un sacerdote che vuole che nulla sia dimenticato della nostra storia e dal desiderio di un prete ferentinate che - vissuto l'intera vita lontano dal natio paese - mai ha dimenticato le sue ici di ciociaro e che vuole approfittare dell'occasione per lasciare talcosa ai suoi cittadini di valido nell' esaltazione di una istituzione ha reso grande servizio di carità alla cittadina tutta in ogni tempo a sua presenza, dico un grazie sincero per la loro benevolenza, pregandoli di perdonare le eventuali imprecisioni in cui si possa essere incappati.
Un'ultima cosa. Tutto il lavoro è assemblaggio di notizie, articoli, ti'enti nati da vari scritti di molte persone incontrate lungo la ricerca. Tolti gli articoli elaborati ex novo da Don Cappelloni, che sono i più, e gli altri di Don Casali, ci siamo sentiti in dovere di assegnare ad ognuno degli scriventi il proprio. Ecco perché a fine monografia, sono Lati tutti gli articoli con il nome dello scrittore. Unicuique suum...


Roma 18.09.1998 - Sac. Casali Tarcisio


Prefazione

L' estensore di questa " Ricerca storica" della Fondazione dell' Opera Don Guanella in Ferentino desidera far conoscere a quanti avranno la bontà di leggere il presente volume i motivi che lo hanno spinto ad un lavoro immane di ricerca che si è protratto, posso dire senza iperbole, per la vita intera.
Mi sono accinto a questo lavoro, anche, per debito di gratitudine.
E' il risultato di un lavoro di ricerca, su documenti superstiti, di tutte le notizie, anche le più minute, sull'Opera Guanelliana di Ferentino.
Lavoro paziente che lo ha obbligato a passare in rassegna e a vagliare pagina per pagina tutta la raccolta de:
- "La Divina Provvidenza" - Bollettino dell' Opera Don Guanella - dal dic. 1906 al 1982, avendo voluto di proposito contenere lo studio entro questi limiti di tempo.
- Passim la raccolta del - "Charitas" - Bollettino ufficiale dei Servi della Carità, dai primi numeri ai nostri giorni.
- "L'Epistolario Guanelliano"
- "Documenti d'archivio"
a) della casa Divina Provvidenza di Ferentino,
b) della Provincia Romana Guanelliana di S. Giuseppe, c) della Curia Generalizia dei Guanelliani,
d) del Municipio e della Curia Vescovile di Ferentino,
e) di tutti i giornali e le riviste, che si siano interessati o abbiano realizzato servizi sull' Opera Don Guanella di Ferentino;
f) nonché l'archivio della memoria che ho conservata vivace ed intatta anche nei miei attuali 86 anni.
Lavoro somigliante a quello dell'archeologo, che procedendo con
perizia, pazienza e cautela, riporta alla luce del sole quanto il tempo ha affossato e nascosto nel terreno.


Perché debito di gratitudine?

Perché oltre che guanelliano mi sento per adozione Ferentinate, anche se nato in un paesello a Nord del Lago di Bolsena: Grotte di Castro (Vt).
Orfano d'ambo i genitori, ho trascorso a Ferentino, ospite della Casa Divina Provvidenza, sei anni e mezzo: dal 15 marzo 1920 al 15 sett. 1926. A Ferentino ho frequentato le scuole elementari. Era direttore dell'istituto don Paolo Panzeri, che nello stesso anno in agosto avrebbe lasciato il posto a don Riccardo Negri, tornato per la seconda volta a reggere le sorti della casa guanelliana.
Nella Pentecoste del 23 maggio1920, facevo la prima Comunione e nello stesso anno ricevevo la Cresima da Mons. Bianconi.
Terminata la quarta elementare - dopo due anni di apprendistato in tipografia, direttore don Filippo Gramatica - il 15 settembre, partivo per il Seminario dell'Opera Don Guanella, con sede in Fara Novarese, nel Piemonte, con il convinto proposito di farmi prete guanelliano.
Sono poi tornato a Ferentino, per motivi di salute, dalla fine del settembre del 1930 ai primi di novembre. Era direttore don Francesco Frigo, cui successe don Remo Bacecchi, che, ancora chierico, era stato uno dei miei educatori.
Nel giorno d'Ognissanti 1938, cantavo una delle mie prime Sante Messe nella bella Chiesa di 5. Agata.
Non mancarono, in seguito, occasioni di tornare a Ferentino, soprattutto per motivi d'ufficio, nel sessennio 1971-1977, come vicario ed economo della Provincia Romana.
Per insorte questioni - principale quella con l'ECA - ho dovuto consultare documenti e stendere memoriali, risalendo alle origini sia dell'Opera Pia Macioti come del Ricovero Regina Elena.
Questo lungo percorso delle vicende della mia vita hanno creato in me forti legami con la Casa Don Guanella di Ferentino: mondo vanegato e pieno di suggestioni; e con la Città di Ferentino, sulle cui strade ho mosso i miei piedi da piccolo, conservando nell'intimo echi di un vissuto che è ancora vivido e, spesso carico, di commozione ancor oggi. Di qui il mio impegno di far qualcosa perché tutto non vada perduto.
Per chi ritenesse un lavoro del genere un perditempo, oltre al fatto di ricordare che la Storia è stata e rimane ‘maestra della vita' per le persone
sone e le istituzioni, faccio mia la chiusura che Don Guanella pone all'art. 13° delle sue memorie pubblicate a Roma nel 1988, con il titolo: "Le Vie della Provvidenza"
«Si tramandi ancor questo ai posteri, perché imparino a prendere
lezione dalla Storia, ben sapendo che chi vuol conoscere l'avvenire deve studiare il passato delle persone e delle cose».
Cui gli fa eco il filosofo Antiseri Dario:«Noi siamo impastati di tradizione. Chi non ha memoria, non ha futuro».
Questa monografia o raccolta di notizie nasce, pertanto, proprio nel momento in cui la storia della Fondazione di Ferentino si è fatta corposa negli anni e nelle opere: 90 anni per l'Istituto e 50 per la Parrocchia.
Vuol essere, quindi, un contributo che sopporti ogni eventuale valida critica storica parallela alla ricerca stessa e che dica l'ultima parola definitiva sulla presenza dei Guanelliani a Ferentino dagli inizi ai giorni nostri, e questo in forza dei nuovi documenti reperiti nell'Archivio Vescovile di Ferentino che sono venuti a diradare le molte pagine incerte e oscure della sua storia.
Storia che voglio si riallacci anche nel titolo: "CULTO E CARITA" a quanto, con felice intuito, Don Guanella, nel 1911, affidava, come manifesto propositivo, con una circolare litografata a mano, agli amici che avevano a cuore l'opera di Ferentino appena nata.
Rispondeva in modo sintetico alla duplice attività che i Servi della
Carità iniziavano a svolgere: il servizio dei poveri, orfani, anziani e deficienti, e quello delle anime, nella Chiesa di S. Agata.
Risponde oggi al mio desiderio di tessere un poema di fatti, persone e cose, vissuti nel segno della carità e della fede, sotto le ali dell' Amore e del cuore di un Padre provvido: Don Luigi Guanella.

Roma 25.03.1998
Sac. Cappelloni Paolo