Edoardo III d'Inghilterra

Re che amava gli umili

Agli inizi dell'anno 1000 il Nord Europa era dominato dall'impero scandinavo, costruito a forza dal re di Danimarca, Canuto il Grande, che dominava anche sulla Norvegia e l'Inghilterra. Intanto il piccolo principe sassone Edoardo viveva in esilio nella corte del duca di Normandia. Quando poté riavere il regno che gli spettava aveva ormai quarant'anni. Per rappacificare i suoi sudditi sposò la figlia del suo principale nemico, e i due furono legati da vero amore. La cultura che Edoardo aveva appreso (anche nel modo di governare e di amministrare saggiamente il regno) era quella normanna, e questo non piaceva ai nobili inglesi, che lo consideravano inadatto a governare. Tuttavia gli riconoscevano bontà e vera pietà. Dicevano che il re era troppo devoto e troppo mite; che non sapeva imporsi nemmeno alle persone di bassa condizione, e c'era perciò da meravigliarsi che gli anni scorressero in pace e senza grandi conflitti. Doveva proprio esser guidato da Dio! Altri invece dicevano che il re sapeva all'occorrenza essere crudele con chi gli si opponeva. Di fatto però la sua politica, anche quella verso le nazioni straniere, era sempre conciliante. Inoltre egli era molto generoso con le abbazie, con i monasteri e con i santuari, che colmava di donazioni, ed era inflessibile sul mantenere la comunione con Roma. In omaggio al papa (e per adempiere un voto fatto al tempo dell'esilio in Normandia) fece costruire la celebre Abbazia di Westminster, dedicandola a san Pietro. Edoardo ebbe già in vita una certa fama di santità che le cronache poi amplieranno largamente. Gli verranno allora attribuite, profezie, visioni e miracoli. Anche Shakespeare, nel Macbeth, fa riferimento a un miracolo compiuto da re Edoardo nella sua corte. Così quegli anni passarono alla storia come l'epoca d'oro del Regno d'Inghilterra.

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