Luigi Monza

Accanto ai disabili

«Come non è concepibile un cristianesimo senza amore, così non è concepibile un cristiano senza l'espansione della sua carità, che deve abbracciare tutto il mondo. Non dite pertanto: "Io voglio salvarmi", ma dite invece: "Io voglio salvare il mondo". Questo è il solo orizzonte degno di un cristiano, perché è l'orizzonte della carità». Luigi Monza nacque a Cislago (Varese) nel 1898 da famiglia povera. Negli anni dell'adolescenza e della giovinezza dovette affrontare lavoro duro nei campi, difficoltà economiche, studi faticosi prima di diventare sacerdote della diocesi di Milano. Nei primi anni di apostolato si occupò delle attività giovanili con passione e talento, al punto da destare l'invidia delle autorità fasciste che lo fecero arrestare con un pretesto. Liberato, riprese il suo ministero presso il santuario di Saronno prima di essere nominato nel 1936 parroco di san Giovanni della Castagna a Lecco. La carità, tuttavia, non dava tregua a don Monza, che a metà degli anni Trenta concepì "La nostra famiglia", un'opera di apostolato laicale iniziata insieme con tre giovani, chiamate "Piccole apostole della Carità". L'opera, che inizialmente aveva come scopo generale la carità, poco a poco si specializzò nell'assistenza ai bambini con disagio motorio o psichico. Durante gli anni della guerra e degli stenti successivi, don Monza non risparmiò le sue forze, diviso tra le cure della parrocchia e la crescita della "Nostra famiglia". Più che alle forme esterne, tuttavia, egli pensava allo spirito delle Piccole apostole, che devono diventare capaci di sensibilità, delicatezza e condivisione della sofferenza. Morto nel 1954, don Luigi Monza è stato beatificato nel 2006.

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