Vincenzo de' Paoli

Preghiera e carità

«Amiamo Dio, fratelli, amiamo Dio, ma a spese delle nostre braccia, con il sudore della nostra fronte. Perché molto spesso tanti atti di amore di Dio sono nondimeno sospetti quando non giungono alla pratica dell'amore effettivo». Nacque nelle vicinanze di Dax nel 1581. Scelse lo stato ecclesiastico per convenienza, ma l'incontro con Pierre de Bérulle lo avviò verso la via della conversione. Cominciò a pregare più intensamente, riscoprì il senso del sacerdozio e dell'Eucarestia. Entrato al servizio della potente famiglia Gondi, ebbe modo di vedere da vicino l'indigenza materiale e l'abbandono spirituale in cui vivevano i poveri, trascurati da un clero ignorante e inefficiente. Per rispondere alle "due povertà", pensò di istituire una confraternita di nobili donne dedite alla carità cui fecero seguito due congregazioni religiose. La prima, la Congregazione delle missioni, nacque dal desiderio di organizzare delle missioni per il popolo. Le missioni, tuttavia, non accompagnate dall'azione costante del clero, avevano esito effimero. Concepì allora dei ritiri per sacerdoti che si estesero fino a diventare dei veri e propri corsi di formazione, da cui si svilupparono i seminari maggiori. I buoni risultati della confraternita delle nobili gli suggerirono di insistere sull'apostolato femminile. In questa iniziativa ebbe una collaboratrice d'eccezione in santa Marisa di Marillac, che lo aiutò nella fondazione delle Figlie della carità. "Contemplativo dell'azione", che non rifuggì dall'impegno politico, Vincenzo fu uomo di preghiera dalla dottrina semplice e profonda. Morì nel 1660 e venne canonizzato nel 1737.

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