Lorenzo Maurizio Belvisotti

L'umile confessore

Lorenzo Maurizio Belvisotti nacque a Santhià (Vercelli) nel 1686. Rimasto orfano di padre, venne educato dalla mamma con il sostegno di uno zio prete, che lo aiutò a crescere nella pietà e a maturare la vocazione sacerdotale. Ricevuta l'ordinazione, venne nominato parroco a Casanova Elso, ma in questo paese arrivò solo una lettera di rinuncia firmata con un nome nuovo: fra Ignazio da Santhià. Il sacerdote si era infatti presentato al convento dei cappuccini del Monte di Torino chiedendo l'ammissione per condurre una vita ritirata, in obbedienza e umiltà. Dopo il noviziato, gira per i conventi del Piemonte rivestendo varie cariche. Maestro dei novizi, è amato dai giovani come padre premuroso e modello nell'osservanza della regola. Al tempo stesso, la sua capacità di irradiare gioia lo rende popolare e amato anche in paese. Trasferito al convento del Monte di Torino, vi resterà 24 anni. La sua occupazione principale è l'amministrazione del sacramento della Penitenza, il suo nutrimento la preghiera. Passava ore intere in estasi in un angolo della chiesa donde poteva scorgere il tabernacolo. Al suo confessionale arrivavano alti prelati come il cardinale di Torino e uomini potenti come i principi di casa Savoia. Ad essi egli preferiva i poveri, ai quali mai negava una parola di conforto. Per quelli che non potevano andare da lui, arrivava la visita di padre Ignazio e il rito della sua benedizione celebrato con identica solennità nei palazzi sontuosi e nelle umili case. Col passare del tempo, diventa sempre più piccolo e curvo e non ci vede quasi più, ma acquista «la gioia del paradiso in faccia». Muore nel 1770 ed è subito venerato come santo.

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