Grato di Aosta vescovo

Martire in Australia

Tra i protagonisti della ripresa missionaria del 1800 ricordiamo oggi la figura di Giovanni Mazzucconi, un giovane missionario lombardo. Nato a Rancio di Lecco nel 1826, entrò presto in seminario e nel 1845 insieme con un gruppo di compagni fece un corso di esercizi spirituali alla Certosa di Pavia. Qui conobbe il priore, padre Suprier, un certosino che in precedenza era stato missionario in India. Ai giovani egli racconta delle persone incontrate, del bene fatto e ricevuto. Le sue parole rimbalzano nel cuore di Giovanni. Le circostanze sembrano favorire la sua aspirazione quando nel 1850 Pio IX chiede ai vescovi lombardi di istituire a Milano un seminario che prepari i giovani alla missione. Non appena ordinato sacerdote, Giovanni si trasferisce con gli antichi compagni in quello che più tardi sarà chiamato Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) e presto parte con loro per l'Australia. Giunti a destinazione dopo un viaggio di tre mesi, i missionari si dividono in due gruppi: il primo si stabilisce nell'isola di Rook, l'altro prosegue per Woodlark. Il paesaggio che li accoglie è incantato, ma gli indigeni sono diffidenti. Scrive padre Mazzucconi: «Per adesso la missione bisogna farla con lo stare sempre con la gente locale e impararne la lingua e poi, quando il Signore vorrà, gli parleremo di lui». Il pericolo maggiore viene in un primo momento dal clima. Padre Mazzucconi si ammala gravemente e deve ritornare a Sydney per curarsi. Ristabilitosi, ritorna a Woodlark, ma l'accoglienza è tutt'altro che amichevole. Un notabile indigeno finge di andare ad accoglierlo, quindi lo colpisce duramente. Giovanni muore così martire della missione cristiana da lui tanto agognata.

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