Zaccaria profeta

Verrà, umile, il Messia

Il libro di Zaccaria si compone di due parti ben distinte. La prima ha per autore un profeta vissuto nel VI secolo a.C., che operò al ritorno dall'esilio in un momento decisivo per la formazione del giudaismo. Contemporaneo di Aggeo, sostenne a sua volta la necessità di ricostruire il tempio. Gli esuli tornati da Babilonia attraversavano un periodo di delusione e smarrimento per delle incomprensioni con la comunità giudaica rimasta in patria. Zaccaria fa appello alle loro energie promettendo che Dio realizzerà le promesse messianiche. È indispensabile, tuttavia, che tutti recuperino l'integrità morale e operino per la ricostruzione del tempio e della nazione. La seconda parte inizia con il capitolo 9. Si tratta di materiale composito nel quale vengono riprese tematiche di Ezechiele e altri profeti. Lo scenario che fa da sfondo a questi oracoli risale alla fine del 300 a.C., quando la terra di Israele era stata conquistata da Alessandro Magno ed era iniziata l'epoca ellenistica. Questa parte del libro dilata ulteriormente l'orizzonte messianico. Il profeta annuncia la rinascita della casa di Davide e parla di un Messia umile e pacifico, in cui gli evangelisti hanno riconosciuto Gesù, il re pacifico che entra in Gerusalemme cavalcando un'asina. Viene infine annunciato un misterioso trafitto cui guarderanno gli abitanti di Gerusalemme, un testo che sarà citato dall'evangelista Giovanni parlando della lancia che trafisse Gesù al costato, provocando la conversione del soldato romano e più in generale dei pagani. Per questo Zaccaria è uno dei profeti più citati nel Nuovo Testamento ed è venerato anche nella tradizione cristiana.

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