Gregorio Magno

Padre dell'Occidente

Nella vita di Gregorio, Papa dal 590 al 604, vi è una tensione costante tra attività amministrativa e aspirazione alla vita contemplativa. Il livello, però, che rende unitaria la sua opera di pastore e padre è il suo impegno di predicatore. «Molte sono le mansioni nella Chiesa, ma una sola è quella maggiormente significativa e determinante: quella del cristiano che, avendo sperimentato il divino, lo porta a conoscenza di altri. Il modello di questo atteggiamento è Cristo stesso, che da Dio si fa uomo, e come uomo-Dio evangelizza il mondo» (Cl. Leonardi). Gregorio nacque a Roma verso il 540 da famiglia patrizia abitante al Celio, a due passi dal Circo Massimo. All'epoca, la situazione nell'antica capitale del mondo come in tutta la penisola italiana era difficile per gli scontri tra bizantini e goti, tra bizantini e longobardi. Inoltre spesso la capitale doveva fare i conti con inondazioni ed epidemie. Amministratore accorto, monaco zelante e diplomatico prudente, Gregorio da Papa mise a frutto tutto il suo precedente bagaglio formativo. Seppe valorizzare al meglio i possedimenti pontifici in Italia meridionale e in Sicilia e con le rendite venire incontro alle necessità dei più bisognosi. Cercò di intrattenere buoni rapporti con l'oriente e diede un impulso pastorale e missionario alla Chiesa in Occidente. In Italia e in Spagna favorì il passaggio dei longobardi e dei goti al cattolicesimo, in Inghilterra avviò la conversione degli Angli. Infine va fatto un accenno alle opere che raccolgono il meglio della sua predicazione e della sua tensione alla santità. «Il servo dei servi di Dio» è dottore della Chiesa, uno dei padri dell'occidente cristiano.

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