Basilio di Cesarea

Basilio-di-Cesarea

Nato verso il 329 a Cesarea di Cappadocia, era figlio di s. Basilio l’Anziano e di s. Emmelia. Studiò a Costantinopoli e ad Atene. In quest’ultima città ebbe come compagno di studi s. Gregorio Nazianzeno. Ad Atene la sua eloquenza gli procurò una notevole reputazione ma lui preferì tornare a Cesarea e aprirvi una scuola di retorica. Era praticamente all’apice della fortuna quando decise di lasciare tutto, distribuire i suoi beni ai poveri e darsi all’eremitaggio. Fu in Siria, Mesopotamia ed Egitto, poi tornò in Cappadocia e attorno al 353 ricevette gli ordini minori come lettore. Infine, si ritirò nel Ponto, dove fondò diversi monasteri. Il vescovo di Cesarea, Eusebio, allarmato per la diffusione dell’arianesimo, i cui seguaci erano appoggiati dall’imperatore Valente, lo chiamò e lo ordinò sacerdote. Grazie alla predicazione di Basilio l’arianesimo effettivamente segnò il passo. Morto Eusebio nel 370, fu naturale indicarne in Basilio il successore. La popolarità del nuovo vescovo (che aveva fondato anche un ospedale per i poveri) impensierì Valente, che provò tre volte a firmare il decreto d’esilio ma ogni volta lo stilo gli si rompeva in mano. Concluse che Basilio di Cesarea era meglio lasciarlo in pace. E così fu.
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