Villibaldo

Villibaldo

La sua era una famiglia di santi: suo padre era s. Riccardo, re dei sassoni occidentali; sua madre, Winna, era sorella di s. Bonifacio; suo fratello era s. Vunibaldo e sua sorella s. Valburga. Da piccolo si ammalò gravemente e suo padre lo mise ai piedi di una grande croce di pietra, facendo voto di consacrarlo se fosse guarito. Guarì e fu fatto educare dai monaci di Waltham. Nel 720 lui, il padre e il fratello si fecero pellegrini. Ma il padre morì a Lucca (dove si trova il suo corpo) e il fratello si ammalò a Roma. Villibaldo proseguì per la Terrasanta. Visitò Efeso e la grotta dei Sette Dormienti, poi la tomba di s. Giovanni apostolo, Damasco, la Palestina (dove ripercorse tutte le tappe di Cristo). Fu arrestato due volte da saraceni come spia e rilasciato. Si fermò a lungo a Costantinopoli e nel 730 raggiunse l'Italia. Qui si portò a Montecassino, dove rimase dieci anni. Il papa Gregorio III, che era di origine siriana, lo mandò di rinforzo a suo zio s. Bonifacio, che stava evangelizzando la Germania. Villibaldo raggiunse la Turingia, fu ordinato sacerdote e incaricato della missione in Franconia. Nel 742 fu fatto vescovo di Eichstätt. A Heidenheim fondò un monastero doppio, dove vennero i suoi fratelli. Morì nel 786.
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