Kevin

Si dice che questo santo irlandese fosse un bellissimo giovane di sangue reale. Fu educato dai monaci di Kilnamanagh e ordinato sacerdote dal vescovo Lughai. Una ragazza, che si era incapricciata di lui, attese di incontrarlo da solo e gli saltò al collo. Kevin, turbato, si staccò e si gettò tra le ortiche. Poi vi gettò anche lei. Spenti in tal modo i bollori, narrano che lei (si chiamava Kathleen) si fece monaca. Kevin divenne eremita e dicono che parlasse con gli animali. Fondò un monastero a Glendalough, nella «valle dei due laghi». Famose le sue penitenze. Ogni notte passava un’ora immerso nelle acque gelide, mentre un mostro marino gli nuotava intorno per terrorizzarlo. Alla fine, un angelo scese a cacciare la bestia e a riscaldare l’acqua del lago. Un giorno Kevin stava pregando con le braccia aperte in croce. Era così assorto da non accorgersi dell’uccellino che faceva il nido sulla sua mano. La bestiola depose le uova e Kevin attese che i piccoli volassero via prima di chiudere la mano. Un cinghiale, inseguito dai cani di Brandubh, re del Leinster, si rifugiò nella sua capanna: i cani non osarono entrarvi. Quando arrivò il re, trovò il santo immerso in preghiera, col cinghiale ai suoi piedi e i cani seduti tranquilli.
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