Sara

sara

Era moglie di Socrate di Antiochia, che aveva un alto grado nelle legioni di Diocleziano. I due erano cristiani ma, all’ora della persecuzione, il marito rinnegò la fede. Sara prese i due figlioletti e si imbarcò per Alessandria, con la speranza di farli battezzare. Ma una furiosa tempesta di vento mise in pericolo la nave. Sara, allora, si incise il petto con un coltello e, col sangue, segnò una croce sul cuore e sulla fronte dei bambini. Dopo avere invocato la Trinità, si dispose al peggio ma in quel momento il vento cessò. Quando giunse ad Alessandria, andò alla ricerca del vescovo Pietro. Lo trovò che stava battezzando una fila di catecumeni. Sara coi bambini si accodò, aspettando il suo turno. Ma, quando toccò a lei, la vasca per le immersioni si trovò completamente ghiacciata. Si fece allora da parte, in attesa che l’acqua venisse liberata dal ghiaccio. Solo che, ogni volta che si avvicinava lei, il ghiaccio si riformava. Il vescovo, incuriosito, le domandò chi fosse. Lei raccontò tutto e Pietro la rassicurò: il battesimo che aveva amministrato ai suoi figli col sangue era valido. Sara tornò ad Antiochia ma il marito la denunciò. Narra la tradizione che fu Diocleziano a interrogarla. E a condannarla al rogo con i figli.

© www.rinocamilleri.com

Stampa Email