Beata Colomba da Rieti

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Nacque verso il 1467 a Rieti in una famiglia di commercianti di tessuti. Fin da piccola ebbe visioni estatiche. Da ragazza, per scoraggiare i corteggiatori si tagliò i capelli. Prima dei vent'anni si fece terziaria domenicana. La sua prima conversione fu quella di un omicida che era andata a visitare in carcere. Si sparse la voce di suoi miracoli e lei scappò. A Foligno la scambiarono per un'altra e la arrestarono. I suoi la raggiunsero e chiarirono l'equivoco. Poi la famiglia si trasferì a Perugia. Qui Colomba si unì ad altre terziarie, e la potente famiglia dei Baglioni mise loro a disposizione una casa. La sua presenza in città servì ad appianare sanguinose dispute, a far cessare la peste (che colpì anche lei), a profetizzare attacchi imminenti alle mura. Il papa Alessandro VI Borgia, di passaggio a Perugia, volle conoscerla. Ma nulla sappiamo di quel che si dissero. Sappiamo invece quel che disse a Lucrezia Borgia, che ne uscì umiliata. Colomba era seguitissima dal popolo, meno dal clero, dubbioso sulle sue doti mistiche e sul fatto che si nutrisse, come si diceva, solo di bacche. Per i prodigi che la accompagnavano fu addirittura accusata di pratiche magiche. Ma il popolo la amava ed era con lei. Morì nel 1501.

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Angiolella Guadagnoli, fu chiamata Colomba, perché al fonte battesimale si vide una misteriosa colomba scendere sul suo capo, simbolo, forse, di quella profusione di grazie che lo Spirito Santo avrebbe versato nella sua anima. Come il glorioso Padre Domenico, essa, fin dalla culla, rivolse il cuore a Dio, e iniziò, con passo deciso, l’ascesa verso la santità. Ancora in fasce si privava del latte materno. A tre, a sette, a dieci anni le sue penitenze uguagliarono quelle dei più rigidi anacoreti. Il cielo non solo la favori di altissima contemplazione, ma l’arricchì di doni straordinari, come la profezia, la scrutazione dei cuori e i miracoli. A dieci anni consacrò a Dio la sua verginità, e, per perseverare nel suo proposito e vincere le opposizioni dei genitori, si recise la bella chioma. Nella domenica delle Palme del 1486 vestì l’Abito del Terz’Ordine. Quindi per divina ispirazione lasciò la nativa Rieti, e si recò a Perugia dove fondò un Monastero Domenicano del Terz’Ordine, per l’educazione delle fanciulle nobili che fu detto delle “Colombe". Anche fuori del Chiostro svolse un fecondissimo apostolato. Soccorse tutte le miserie dell’anima e del corpo, pacificò gli animi dei cittadini divisi da partiti e da lotte fratricide, stornò con le sue preghiere e con le sue suppliche i divini castighi, pronti a scagliarsi sulla città colpevole. Essa fu per i perugini l’Angelo inviato da Dio, troppo presto, però, tolto a loro, perché volò al premio, il 20 maggio 1501, a soli 33 anni. Papa Urbano VIII il 25 febbraio 1627 ha riconosciuto il culto.

Autore: Franco Mariani - http://www.santiebeati.it

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