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Nostra Signora di Costantinopoli - seconda

L’11 maggio dell’anno 330 l’imperatore Costantino il Grande consacrò solennemente la nuova capitale dell’Impero alla Madre di Dio e la piccola Bisanzio diventò ufficialmente l’immensa Costantinopoli. Quel giorno l’imperatore in persona guidò una lunghissima processione con il patriarca, il clero e tutto il popolo fino al Foro. Qui fu scoperta una statua del Tredicesimo Apostolo (così Costantino considerava se stesso) in cima a una colonna. Sulla testa della statua furono posti i chiodi della crocifissione di Cristo (che erano stati ritrovati dalla madre dell’imperatore, s. Elena). Ai piedi della colonna, i dodici cesti in cui erano stati conservati i pani avanzati dalla miracolosa moltiplicazione. Da quel giorno la cerimonia si ripeté, con lo stesso sfarzo, ogni anno, dal Foro alla basilica di Santa Sofia. Nel 626 l’icona della Madre di Dio fu portata sulle mura e la sua intercessione liberò la città dall’assedio congiunto di Avari e Persiani. Un miracolo uguale si ripeté al tempo di Leone l’Isaurico, dopo tre anni di assedio da parte dei musulmani. In ogni epidemia o carestia o calamità il patriarca portava solennemente l’icona di Maria sulle mura: la protezione celeste non mancò su Costantinopoli.
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