Giulio I, papa

Appena eletto papa, nel 337, si trovò fra le mani la patata bollente dell’arianesimo, praticamente maggioritario nell’Impero. Due vescovi ortodossi, Atanasio di Alessandria e Marcello di Ancira, erano stati cacciati dagli ariani ma il nuovo papa ne prese nettamente le difese. Nel 340 indisse un sinodo in Roma per discolpare i due vescovi dalle accuse loro rivolte, poi scrisse alle chiese orientali per informarle e rimproverarle di non avere voluto per prima cosa ascoltare Roma. Ma le cose rimasero com’erano e Giulio I chiese agli imperatori d’Oriente e Occidente di convocare un concilio a Sardica (oggi Sofia) per risolvere definitivamente la questione. Il concilio si svolse tra il 342 e il 343. Ma, quando videro che Atanasio e Marcello erano presenti, i vescovi ariani abbandonarono le sedute e addirittura scomunicarono tutti, papa compreso. Il concilio li ricambiò e ribadì il diritto di appello al papa per i vescovi deposti. Giulio I organizzò una cancelleria pontificia sul modello di quella imperiale e fece costruire in Roma le chiese di Santa Maria in Trastevere e la basilica che, da lui, fu detta Giulia (oggi dei SS. Apostoli). Il santo papa morì nel 352 e venne sepolto sulla via Aurelia, nel cimitero di Calepodio.

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