Affiano

Questo martire del IV secolo era originario della Licia e apparteneva a una ricca famiglia patrizia. Fu mandato a studiare a Berito (l’odierna Beirut) e fece ritorno solo al compimento del diciottesimo anno d’età. Lo aspettava una brillante carriera ma il giovane era cristiano e negli anni aveva sviluppato un vivo desiderio di consacrarsi alla religione. Lasciò dunque la casa paterna e raggiunse Cesarea di Palestina, dove si mise alla scuola del prete Eusebio (che poi sarebbe diventato vescovo). Quei territori erano sotto il dominio di Massimiliano, che nel 306 riprese a perseguitare i cristiani. Secondo gli editti, ogni famiglia doveva recarsi al tempio per iscrivere i suoi membri, i quali poi avrebbero dovuto sacrificare, uno per uno, agli idoli. Quando fu la volta di Cesarea, Affiano si mise in fila con gli altri. Ma, appena il governatore, che presiedeva la cerimonia, alzò la mano verso l’altare, Affiano, che aveva manovrato per giungergli vicino, gliela bloccò. Lo avrebbero arrestato lo stesso, tanto valeva dare testimonianza con un gesto eclatante. Subito, infatti, fu acciuffato e portato in carcere. Il governatore, che era molto irritato, lo fece torturare selvaggiamente e in tutti i modi. Affiano morì sotto i tormenti.
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