Clotilde Micheli

Nata nel 1849 a Imer, in provincia di Trento, era solita fermarsi in chiesa a pregare. Aveva diciott’anni quando ebbe la rivelazione soprannaturale della sua vocazione: fondare una comunità di adoratrici. Andò a Venezia, a consultarsi con un sacerdote. Questi stimò vero quel che la giovane diceva e la incoraggiò. Ma lei non se la sentiva, le pareva troppo gravoso. Nel 1867 si trasferì a Padova, dove si mise al servizio di un prete. Nel 1876, morto costui, si portò a Castellavazzo (Belluno), dove un arciprete le mise a disposizione un vecchio convento. Ma la nipote dell’arciprete le organizzò un matrimonio con un anziano nobile. La Micheli, saputolo, partì per la Germania, dove nel frattempo i suoi si erano trasferiti per lavoro. Lavorò come infermiera fino alla morte dei genitori, poi andò a Roma, dove prese l’abito delle Immacolatine. Nel 1891 andò a Caserta, perché il vescovo locale intendeva creare un nuovo istituto religioso. Fu così che nacquero le Suore degli Angeli adoratrici della SS. Trinità, secondo la rivelazione che la Micheli aveva avuto da giovane. Col nome di suor Maria Serafina del S. Cuore guidò le prime cinque suore a dirigere un orfanotrofio a Santa Maria Capua Vetere. La fondatrice morì nel 1911.
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