Attala

attala

Nativo della Borgogna, Attala fu educato dal vescovo di Gap, Aredio. Si fece monaco a Lérins, poi passò a Luxeuil, sotto la guida di s. Colombano. Ma quest’ultimo venne in contrasto con il re di Austrasia, Teodorico, e finì bandito. Colombano lasciò il territorio con alcuni compagni, tra cui Attala. Il gruppo si portò in Lombardia, dove il re longobardo Agilulfo donò al santo abate un terreno a Bobbio. Colombano aveva già sui settant’anni e fece appena in tempo a fondare il nuovo monastero. Morì nel 615 e gli succedette Attala. Come spesso accade alla morte del fondatore, al successore non viene riconosciuta altrettanta autorevolezza. Così, alcuni cominciarono a mugugnare per la durezza della regola monastica imposta da Colombano. Attala, tuttavia, non si lasciò piegare e preferì sopportare che i dissenzienti se ne andassero. Alcuni, poi, fecero ritorno, e vennero riaccolti. Oltre che ai problemi interni, Attala doveva far fronte all’eresia ariana, molto diffusa tra i longobardi. Nel 627 si ammalò seriamente e dovette mettersi a letto. Chiese di essere portato fuori dalla sua cella e lì rimase in preghiera. Il monaco che lo assisteva testimoniò che il santo aveva una visione del Paradiso. Attala fu sepolto accanto a Colombano.
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