Jao Kostist

Nacque nel 1556 in Valacchia (oggi regione della Romania) in una famiglia di contadini cattolici. A furia di sentir parlare dell’Italia, terra del papa, a diciott’anni si mise in cammino. Ad Alba Iulia, capitale della Transilvania, per mantenersi fece il muratore (si rafforzavano le mura contro i turchi). Il medico del principe Stepan Bathory, l’italiano Pietro Lo Iacono, lo prese con sé come servo. A Bari lavorò come garzone di farmacia. Nel 1578 si portò a Napoli, dove incontrò quei cappuccini di cui tanto gli aveva parlato sua madre. Ne prese l’abito col nome di Geremia e fu assegnato al convento di Sessa Aurunca. Dal 1579 al 1584 girò diversi conventi. Nel 1585 si stabilì in quello napoletano di Sant’Eframo Nuovo con l’incarico di infermiere. Ma doveva girare anche per la questua e in questo ufficio visitava pure il viceré. Fra Geremia di Valacchia non aveva riguardi per nessuno: parlava a chiare lettere e, se del caso, denunciava le ingiustizie a danno dei poveri. Nel 1608 gli apparve la Madonna e gli lasciò sul volto dei segni luminosi. La notizia si sparse e tutti volevano essere curati da lui. Si prese la polmonite andando a curare il Gran Camerlengo sotto la pioggia battente. Morì dopo qualche giorno, nel 1625. © www.rinocamilleri.com

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