Elizaveta Pilenko

Maria-Skobtsova

Si chiamava Elizaveta Pilenko. Questa russa era nata nel 1891 a Riga, in una famiglia benestante. Militante tra i rivoluzionari, nel 1910 sposò il menscevico Kuz’min-Karavaev, da cui si separò presto (lui si fece poi cattolico e gesuita). Lei nel 1918 divenne borgomastro a Anapa e si risposò con un ufficiale cosacco, Danijl Skobcov. Questi combatteva nell’armata bianca contro i bolscevichi. Sconfitto l’esercito bianco nel 1920, la coppia fuggì a Parigi. Qui lei si dedicò alla religione e nel 1932, rimasta vedova, prese i voti monastici col nome di Marija. Temperamento vulcanico, era poetessa e pittrice. Ma si mise anche a fondare ospizi per i bisognosi e i rifugiati russi. Aveva tre figli. Nel 1936 le morì la maggiore, Gajana, di tifo, subito seguita dall’altra figlia, Anastasija. Quando la Francia venne invasa dai nazisti, suo figlio Jurij, che la aiutava nelle sue opere sociali, venne prelevato dalla Gestapo e di lui non si seppe più nulla. Il suo lavoro di assistenza ai rifugiati, anche ebrei, portò anche Marija nel mirino della Gestapo. Nel 1943 venne arrestata e portata nel lager di Ravensbruck. Nel 1945 chiese di prendere il posto di una compagna disperata e finì in una camera a gas. Poco prima della liberazione.
© www.rinocammilleri.com

Stampa Email