Vittore

Tutto ciò che sappiamo di questo santo, vissuto a cavallo tra il VI e il VII secolo, lo dobbiamo a s. Bernardo di Chiaravalle, che ne portava l’esempio nelle sue prediche (Bernardo redasse anche un ufficio liturgico in suo onore e, sempre per lui, compose un inno). Vittore, che i francesi chiamano Vittre, era originario della diocesi di Troyes. Si era fatto eremita nella zona di Arcys, dalle parti di Plance-sur-Aube, nello Champagne. Ben presto ebbe la fama di sant’uomo e la gente del luogo prese l’abitudine di rivolgersi a lui per consigli o preghiere. La voce si sparse anche nelle altre regioni e, come sempre accade in questi casi, i pellegrini divennero folla. Moltissimi, si dice, furono i peccatori che cambiarono vita grazie alle sue parole e soprattutto al suo esempio. Il che ci lascia pensare che in parecchi diventarono suoi discepoli, cioè si piazzarono come eremiti a loro volta attorno al maestro. Di solito, quando il numero di costoro diventava eccessivo, quest’ultimo era costretto a fondare un monastero vero e proprio. Non sappiamo se questo fu il caso di Vittore. Morì verso l’anno 610 e le sue spoglie vennero sepolte nel monastero benedettino di Montiéramey (i cui monaci interpellarono poi s. Bernardo).
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