Alvaro

Questo nome spagnolo si pronuncia con l’accento sulla prima «a». Il santo in questione nacque verso il 1350 non si sa se a Lisbona, a Cordova o a Zamora (vicino a Salamanca). Nel 1368 si fece domenicano a Cordova e divenne famoso predicando in Andalusia e in Italia, dove fu amico di Raimondo di Capua. Alvaro era il confessore della regina Caterina, moglie di Enrico II di Castiglia. Morto il re, Alvaro si occupò dell’educazione del figlio, poi divenuto il re Giovanni II. Ma l’austero domenicano finì inviso alla corte, che dovette lasciare per riprendere la sua attività di predicatore. Sull’esempio di Raimondo di Capua fondò un convento riformato (in cui, cioè, si ritornava al rispetto integrale dell’antica regola) nei pressi di Cordova. Fu Alvaro a impedire che, nel corso del grande Scisma, il re di Castiglia appoggiasse l’antipapa avignonese Benedetto XIII. Nel 1409 un concilio, autoconvocatosi a Pisa, risolse la questione deponendo sia Benedetto XIII che l’altro papa, romano, Gregorio XII. Alvaro continuò a predicare e a mendicare. Infatti, la regola che aveva imposto al suo convento (chiamato Scala Coeli) prevedeva il ritorno alle origini domenicane (i domenicani erano appunto un ordine mendicante). Alvaro morì nel 1434. © www.rinocammilleri.com

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