Melezio

Nativo di Melitene, Melezio fu vescovo di Sebate in Armenia al tempo dell’imperatore Costanzo II (figlio di Costantino), favorevole agli ariani. Fu costretto a ritirarsi a Berea in Siria. Nel 361 la sede di Antiochia, pur in mano agli ariani, elesse vescovo proprio lui, giudicato malleabile. Ma le varie fazioni ariane avevano fatto male i loro conti: quando l’imperatore visitò la città, Melezio prese posizione a favore dell’ortodossia e finì espulso. Morto Costanzo, divenne imperatore Giuliano l’Apostata. Melezio dovette attendere la morte di questi e l’ascesa di Gioviano per tornare dall’esilio. Ma durò poco. Salì al potere Valente e gli ariani tornarono in auge. Morto quest’ultimo nel 378, Melezio trovò che in Antiochia si era insediato Paolino. Fu s. Girolamo a chiedere al papa Damaso di risolvere la cosa. Nel 379 un sinodo riportò Antiochia in comunione con Roma. L’anno seguente, Graziano, imperatore occidentale, riconosceva la dottrina ortodossa quale era stata formulata al Concilio di Nicea del 325. Un anno ancora e Teodosio, imperatore d’Oriente, convocò un concilio a Costantinopoli. I vescovi orientali erano guidati da Melezio, le cui azioni erano nel frattempo risalite. Ma il santo vescovo morì nello stesso anno.

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