Naufragio di San Paolo

La nave che portava s. Paolo da Cesarea Marittima a Roma fece naufragio sulle coste di Malta. Da allora nell’isola si festeggia l’evento, che comportò l’evangelizzazione di Malta e, secondo la tradizione, la sua liberazione dalle vipere. Accolto nel palazzo di Publio, governatore dell’isola, l’Apostolo guarì i malati, tra i quali c’era il padre di Publio (questi, oggi venerato come santo, divenne in seguito il primo vescovo di Malta). Publio e la sua casa, allora, accolsero il battesimo. Moltissimi furono i maltesi battezzati da s. Paolo, cui fu messa a disposizione una grotta per istruire i catecumeni nei pressi di Melite (oggi Mdina). Pare che il battesimo sia stato amministrato anche al centurione, Giulio, che aveva in custodia s. Paolo, ai suoi uomini e al resto dell’equipaggio. Con s. Paolo viaggiavano anche s. Luca (l’Evangelista) e s. Aristarco di Tessalonica, discepoli e coadiutori dell’Apostolo. Il soggiorno dei naufraghi a Malta durò circa tre mesi e fu contrassegnato da molti fatti prodigiosi (cominciati con la vipera che aveva morso s. Paolo sulla spiaggia e che il santo aveva scosso nel fuoco senza riceverne danno). Il Naufragio di s. Paolo viene ricordato a Malta ogni anno con una processione.

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