Girolamo Lou-Tin-Mey

Questo cinese nacque nel 1810 in una famiglia di pagani. Decise di abbracciare il cristianesimo dopo aver letto un libro sulla dottrina cristiana, che giudicò molto migliore di quelle buddista e confuciana. Anzi, si entusiasmò talmente da trasformarsi in una specie di macchina per conversioni: convinse infatti a diventare cristiane un paio di centinaia di persone, compresi diversi componenti della sua famiglia. Riuscì perfino a far costruire una chiesa nella sua cittadina, Mao-Keu, nella provincia Kony-Cheu. Ma il cristianesimo era ufficialmente proibito ai cinesi, anche se a quei tempi gli editti imperiali di questo genere venivano applicati con una certa elasticità (la quale risentiva dei non di rado mutevoli rapporti politici tra il Celeste Impero e le potenze occidentali). Fu un suo zio a denunciare Lou-Tin-Mey, diventato Girolamo dopo il battesimo. Il mandarino locale gli appioppò cinque mesi di carcere e l’ingiunzione a smetterla col proselitismo. Naturalmente il Nostro, una volta in libertà, ricominciò come prima. Di nuovo arrestato, all’interrogatorio cercò di dimostrare come i comandamenti cristiani fossero in armonia con l’antica saggezza cinese. Ma questo non gli salvò il collo. Correva l’anno 1858.

© www.rinocamilleri.com

Stampa Email