Agnese

agneseDi questa santa bambina abbiamo già parlato. Oggi ci torniamo sopra per aggiungere qualche particolare. Anticamente, per riconoscere i Santi nelle loro raffigurazioni, non si usavano didascalie ma simboli. Se martiri, il più delle volte erano i particolari strumenti del loro martirio a inquadrarli. Così, per esempio, s. Pietro Martire porta sulla testa il coltellaccio che gliela spaccò. In certi casi era l’assonanza del nome a risaltare. Come per s. Agnese, sempre raffigurata con un agnello (latino: agnus). Per questo, proprio nel giorno di s. Agnese il Papa benedice i due agnelli la cui lana verrà usata per confezionare i pallii dei nuovi arcivescovi metropoliti. Si tratta di una specie di stola che i prelati (e il Papa stesso) portano sulle spalle, a indicare la pecorella smarrita che il Buon Pastore evangelico reca in spalla. Inizialmente il pallio lo portavano solo i Papi. Ma nel 513 il Papa Simmaco ne concesse l’uso a s. Cesario, vescovo di Arles, e da allora lo portano tutti quei vescovi che sono investiti di una speciale giurisdizione. Il pallio, bianco, ha sei croci nere e tre spille (aciculae). Agnese venne uccisa a Roma nel Circus Agonalis (nel luogo dell’odierna Piazza Navona) sgozzata, appunto, come un agnello.
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