Re Magi

Se non fosse antica, anche la Befana dovrebbe essere trattata come Halloween. Infatti, sono i Magi a «portare i doni», non la vecchia strega sdentata. I doni dei Magi al Bambino sono noti e del tutto conformi al cerimoniale delle grandi corti reali: oro, incenso (gli antichi ne andavano matti, anche per la puzza invincibile delle loro strade) e quella resina profumata che i popoli semiti chiamavano «mor» (da cui l’attuale «mirra»). Ai potenti (e ancora oggi) venivano fatti doni, e questi doni erano tanto più sfarzosi quanto più potenti erano i destinatari. Lo stesso Erode aveva redatto un testamento in cui lasciava ben millecinquecento talenti ad Augusto. Il quale signorilmente declinò. Perché l’astuto Erode non fece accompagnare i Magi da una scorta militare? Perché il loro pittoresco corteo era stato visto da tutta Gerusalemme e quei Magi potevano anche essere dei semplici visionari. Meglio lasciarli fare e intervenire, semmai, dopo. Del resto, la rete di vigilanza nulla segnalava da Beth-lehem, un paesucolo senza importanza. Certo, gli scribi l’avevano indicato come luogo di nascita del Messia, roba di religione insomma (di cui Erode si curava quanto bastava per tenersi il potere). Ma i Magi non tornarono ed Erode colpì.

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