Ildegarda di Bingen

ildegardaQuesta santa del XII secolo era tedesca e sorella del conte Maginardo di Spanheim. Non volle mai sposarsi perché preferì una vita tutta dedicata alla religione. Per questo andò a stare in una piccola casa nei pressi del monastero di Disibodenberg (fondato da s. Disibodo, che diede il nome al luogo). Non era lei stessa una monaca, bensì una specie di reclusa volontaria, completamente dedita allo studio e alla preghiera. Fu a lei che venne affidata una bambina speciale, s. Ildegarda (poi di Bingen). Jutta la tenne presso di sé e le insegnò a leggere, poi la istruì sulla lingua latina e la incoraggiò nell’attitudine per la musica. Col tempo arrivarono altri discepoli e Jutta si vide costretta a fondare una vera e propria congregazione religiosa, cui assegnò la regola benedettina. Jutta ne fu eletta priora e tale rimase fino alla morte, una ventina d’anni dopo, verso il 1136. Ildegarda, che non aveva voluto staccarsi dal suo fianco, le succedette nella direzione e ne narrò, in seguito, le grazie e le penitenze. Le reliquie di Jutta divennero meta di pellegrinaggi ingenti e, a quei tempi, pellegrini voleva dire denaro. Fu per questo che i monaci si opposero quando Ildegarda cercò di portare le reliquie a Bingen.

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