Damaso

Di origine spagnola, succedette nel 366 al papa Liberio. Ma Ursicino, sostenuto della minoranza, contestò l’elezione e la cosa diede luogo a tumulti. Si formarono due fazioni che addirittura ricorsero alle armi. Ci furono dei morti. L’imperatore Valentiniano esiliò Ursicino e questi accusò Damaso di adulterio. Il papa fu costretto a discolparsi in un sinodo. Intanto, nel 380 il cristianesimo veniva dichiarato religione ufficiale dagli imperatori Graziano in Occidente e Teodosio in Oriente. Graziano fece anche di più: rinunciò al titolo di Pontefice Massimo (gesto inaudito perché per la prima volta nella storia il capo dello stato non coincideva col sacerdote supremo) e, su richiesta dei senatori cristiani, fece rimuovere l’ara (pagana) della Vittoria che troneggiava in Senato. Fu Damaso a decidere di trasformare le sue lettere ai vescovi in decreti formali. Fece restaurare le catacombe e incoraggiò s. Girolamo a tradurre le Scritture in latino. Fu lui a definire Roma «sede apostolica», perché era in Roma che i martiri avevano versato il loro sangue. Con lui la secolare questione dell’eresia ariana venne chiusa definitivamente. Damaso era stato eletto quando aveva sessant’anni circa. Morì verso gli ottanta nel 384.

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