Bute

Ci sono due versioni della storia di questo antico santo celtico. Una lo vuole scozzese e l’altra irlandese. Secondo la prima tradizione, Bute predicò nelle vallate scozzesi e presso i selvaggi Pitti. I quali non lo massacrarono solo perché aveva resuscitato uno dei loro «re» (cioè, capitribù). Una località della zona, Kirkbuddo, pare derivi da lui il suo nome («chiesa di Bute»). La versione irlandese dice, al contrario, che era nato in Irlanda, precisamente nella contea di Louth, e suo padre si chiamava Bronach. Bute Mac Bronach, dunque. Sembra che abbia studiato in Italia sotto un certo Tilliano (non si sa se si trattava di un maestro o di un benefattore). Ma il «Dizionario dei Santi» di Alban Butler (Piemme) dice che forse le cose stanno diversamente: Bute studiò, sì, ma in Galles («Walia», non «Italia») e sotto la direzione (o con l’appoggio) di s. Telian. Tornato in Irlanda, il Nostro fondò il monastero di Monasterboice, dalle parti di Drogheda e non lontano dalla sua contea. Molto probabilmente si trattava di una delle prime fondazioni monastiche irlandesi. Il santo di oggi morì - pare - nel 521. Ma tutto è nebuloso nei suoi riguardi e non si sa nemmeno se il suo culto sia sopravvissuto. Uno dei tanti santi dimenticati.
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