Cromazio

Lì per lì verrebbe da dire: chi mai darebbe, oggi, il nome di questo santo a un neonato? Invece, sono sicuro che qualche toscano ci ha pensato. È probabile che il Nostro sia nato ad Aquileia, vicino a Trieste, in un anno imprecisato del IV secolo. Sappiamo che ad Aquileia viveva insieme alla madre vedova, un fratello e alcune sorelle (il cui numero è ignoto). Cromazio venne ordinato sacerdote e nel 381 partecipò al concilio di Aquileia che condannò l’eresia ariana. Fu lui a battezzare quel Rufino che poi - dietro suo incoraggiamento - tradusse in latino molte opere dello storico Eusebio di Cesarea. Nel 388 a Cromazio toccò l’episcopato di Aquileia. Divenne uno dei vescovi più autorevoli del suo tempo e fu in corrispondenza con s. Girolamo, il quale addirittura gli dedicò alcune sue opere. Lo troviamo immerso nella disputa che tenne banco in quegli anni e riguardante l’interpretazione allegorica delle Scritture fatta da Origene. Cromazio mantenne un atteggiamento super partes ma intervenne in prima persona quando si trattò di difendere l’operato di s. Giovanni Crisostomo di fronte all’imperatore Onorio. Anche s. Ambrogio di Milano lucrò un suo incoraggiamento. Scrisse vari trattati e morì verso il 407.

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