Maria Fortunata Viti

Maria-Fortunata-VitiSi chiamava Anna Felice ed era nata a Veroli, vicino a Roma, nel 1827. Era la terza dei nove figli di un industriale che possedeva una fabbrica dalle parti di Frosinone. Ma un brutto giorno un cattivo affare (o forse una truffa in grande stile) mandò in malora il lavoro di una vita, la fabbrica fallì e, dal momento che le disgrazie con arrivano mai da sole, quasi in contemporanea il padre di Anna rimase vedovo. La botta fu così forte che l’uomo non si riprese più. Toccò a lei tirare la carretta familiare, sia badando ai fratellini che letteralmente mantenendo tutti col suo lavoro. Andò infatti a servizio presso una famiglia di vicini e la sua vita quotidiana diventò una fatica ininterrotta. Anna era una bella e assennata giovane che le vicissitudini avevano maturato anzitempo. Entrò nel cuore di un ricco spasimante di Alatri, che la corteggiò per diverso tempo. Sarebbe stata la soluzione di tutti i suoi problemi ma lei, dopo aver risolto un suo dubbio lacerante, nel 1851 prese un’altra strada, quella del convento. Prese il velo tra le benedettine di Veroli col nome di suor Maria Fortunata e lì rimase per i settantadue anni seguenti, facendo l’aiuto infermiera (non aveva studiato) e la guardiana. Morì nel 1922.

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