Agostina Pietrantoni

Agostina-PietrantoniNacque nel 1864 a Pozzaglia Sabina, provincia di Rieti. La sua era una famiglia di poveri contadini. Aveva sui ventidue anni quando prese il velo tra le Suore della Carità, fondate dalla francese s. Jeanne Antide Thouret, a Roma. Col nome religioso di suor Agostina, prestò servizio nell’ospedale romano del Santo Spirito. Nel 1893 fu addetta ai tubercolotici e in breve ne rimase contagiata. A quel tempo non c’era cura per questo male. Alle sofferenze fisiche la santa dovette aggiungere quelle morali, le umiliazioni e i maltrattamenti per via del clima del feroce anticlericalismo che dilagava nel Paese. Un paziente più aggressivo degli altri, tal Giuseppe Romanelli, finì scacciato dall’ospedale a causa del comportamento insopportabile. L’uomo si mise in testa che fosse suor Agostina la causa del suo allontanamento e, dopo qualche tempo, riuscì a rientrare nell’ospedale senza che nessuno se ne accorgesse. Si appostò in un corridoio e, quando vide passare la sua preda, le saltò addosso, colpendola sette volte con un coltello. Alle urla della malcapitata accorsero medici e infermieri, che disarmarono il folle. Ma per la poveretta non c’era più nulla da fare. Era il 1894 e suor Agostina Pietrantoni aveva trent’anni.
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